Affinché siano una cosa sola
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- Creato: 15 Marzo 2014
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GERUSALEMME, 15. Ut unum sint (“affinché siano una cosa sola”) è il motto scelto per il prossimo viaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Lo ha reso noto in questi giorni il sito Terrasanta.net che riferisce dei lavori dell’ultima assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, che si è svolta l’11 e 12 marzo a Tiberiade. Proprio nel corso di questa riunione i responsabili delle comunità cattoliche in Israele, Palestina, Giordania e Cipro hanno presentato il logo e il motto per il pellegrinaggio del Pontefice, previsto dal 24 al 26 maggio.Il motto del pellegrinaggio — sottolinea lo stesso sito — «rimanda a quello che Papa Bergoglio considera il cuore del suo viaggio, cioè l’incontro con il patriarca ecumenico Bartolomeo e i responsabili delle Chiese di Gerusalemme». Come è noto, Francesco e Bartolomeo si sono dati appuntamento nella basilica del Santo Sepolcro per commemorare e rinnovare il desiderio e la nostalgia di unità tra i cristiani espressa da Papa Paolo VIe dal patriarca ortodosso Atenagora cinquant’anni fa a Gerusalemme. Su questa stessa linea è il logo del viaggio, che propone l’abbraccio fra i due santi fratelli, gli apostoli Pietro e Andrea, i primi due discepoli chiamati da Gesù in Galilea, patroni rispettivamente della Chiesa di Roma e di quella di Costantinopoli. Nella Chiesa madre di Gerusalemme — è l’immagine proposta dal logo — i due si abbracciano, a bordo della barca che rappresenta la Chiesa universale. La quale ha per albero maestro la croce del Signore, mentre le vele dell’imbarcazione sono gonfiate dal vento, lo Spirito Santo che dirige la barca nella sua navigazione sulle acque di questo mondo. È un modo, insomma, di dare forma al desiderio espresso dal Signore durante l’ultima cena — «perché tutti siano una sola cosa» — secondo il racconto del Vangelo (Giovanni, 17, 20-23). Logo e motto sono stati presentati anche sul sito internet approntato appositamente dalle Chiese locali in vista del viaggio di Papa Francesco popefrancisholyland2014.lpj.org, una consuetudine che prepara e accompagna ormai ogni visita papale. «L’unità dei cristiani — si legge sul sito on line — è un messaggio di unità per tutta l’umanità. Una chiamata a superare tutte le divisioni del passato per procedere verso un futuro di giustizia, pace, riconciliazione, perdono e amore fraterno». Un appello particolarmente significativo per la Terra Santa. Durante l’assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, presieduta dal patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, sono state affrontate numerose altre questioni all’o rd i n e del giorno. Tra esse la presentazione, da parte del vicario patriarcale per la Giordania, arcivescovo Maroun Elias Lahham, di una sintesi delle risposte al questionario sulla famiglia in vista del Sinodo dei vescovi dell’ottobre prossimo. Il patriarca emerito Michel Sabbah ha presentato due testi della Commissione giustizia e pace, uno sulla situazione dei cristiani in Israele, l’altro relativo ai rapporti nel mondo arabo. Padre Maroun Abi Nader, nuovo cappellano della comunità maronita libanese nel nord di Israele, ha successivamente presentato la realtà di questa comunità, costituita da circa seicentocinquanta famiglie fuggite dal Libano quindici anni fa.
© Osservatore Romano - 16 marzo 2014