Artefici di riconciliazione

paolo-vi-in-terra-santaBETLEMME, 7. «Papa Paolo VIci ha fatto vivere grandi segni dei tempi. Il primo di questi segni fu l’app ello alla misericordia e al perdono. La nostra epoca ha bisogno di persone feconde come lo fu Paolo VI, capaci di agire quotidianamente per la riconciliazione». Lo ha detto il patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, intervenuto nei giorni scorsi al simposio organizzato a Betlemme da Al-Liqa, centro di studi religiosi e del patrimonio in Terra Santa e intitolato «Cinquant’anni dopo la visita di Paolo VI: la visita di Papa Francesco in Terra Santa». Twal ha ricordato che lo scopo principale di questo viaggio apostolico (in programma dal 24 al 26 maggio) sarà la commemorazione dello storico incontro fra Papa Montini e il patriarca di Costantinopoli, Atenagora: «Francesco e Bartolomeo rinnoveranno quell’abbraccio fraterno».
La Terra Santa — ha aggiunto il patriarca di Gerusalemme dei Latini — «è sempre desiderosa di quel che Paolo VIesclamò nel suo intervento alle Nazioni Unite il 4 ottobre 1965: “Mai più la guerra”. Perché con la guerra nessuno guadagna e tutti perdono». Questo «è lo stesso appello che Papa Francesco ha lanciato per impedire la guerra in Siria. Egli ha ripreso le medesime parole di Paolo VI. Sì, il nostro mondo e la nostra regione hanno ancora bisogno quotidiano di amore, giustizia e riconciliazione fra i popoli e soprattutto nei cuori». Al simposio — si legge in una sintesi diffusa sul sito in rete del patriarcato di Gerusalemme dei Latini — è intervenuto anche il mufti di Betlemme, Abd Al-Majeed Ata, che ha reso testimonianza della gioia con la quale il Governo e il popolo palestinesi attendono la visita di Papa Francesco e ha ricordato i viaggi di Giovanni PaoloII e di Benedetto XVI, sottolineando le relazioni fraterne e i sentimenti di unità condivisi da musulmani e cristiani in Palestina. Dal canto suo il delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, ha posto l’accento sull’aspetto ecumenico del pellegrinaggio in Terra Santa, mettendo in evidenza che il Ponteficesirecheràa BetlemmeeaGerusalemme per pregare per la pace nel mondo intero. Padre Rafiq Khoury, sacerdote del patriarcato, ha parlato invece delle circostanze storiche che caratterizzarono la visita di Paolo VI, nel 1964, «periodo politicamente assai delicato, soprattutto a livello mondiale con gli inizi della “guerra f re d d a ”». Inoltre, ha spiegato, in quell’epoca i media erano meno presenti rispetto a oggi e si limitavano a una semplice trasmissione dei fatti. Al seminario di Betlemme hanno inoltre partecipato padre Rifaat Bader, direttore del centro cattolico di studi e formazione per i media in Giordania (che pubblicherà un libro sul viaggio di Francesco con contributi del re giordano AbdallahII e del presidente palestinese Mahmoud Abbas), e padre Jamal Kader, rettore del seminario di Beit Jala, il quale ha sottolineato l’importanza della visita da un punto di vista ecclesiale, ecumenico e religioso. Al-Liqa è un centro di studi e ricerche religiosi e culturali sul patrimonio del popolo palestinese, cristiano e musulmano in Terra Santa. L’istituto lavora per il dialogo tra le fedi. I differenti programmi che propone hanno come obiettivi di favorire gli incontri tra membri di religioni diverse, promuovere la carità tra i figli dello stesso popolo, operare per la comprensione tra musulmani e cristiani in Terra Santa e far sì che le due comunità convivano fraternamente nonostante le diversità culturali e religiose.

© Osservatore Romano - 7-8 aprile 2014