In Croazia i presuli chiedono maggiori interventi a sostegno della famiglia

Famiglia-4ZAGABRIA, 6. Un invito a partecipare attivamente al dibattito pubblico sulle nuove norme che disciplinano le relazioni familiari e le nuove forme di unione, nello spirito della Costituzione pastorale Gaudium et spesdel concilio Va t i c a n o II, è stato rivolto a tutti i cristiani dal presidente della commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale croata, e vescovo di Sisak, monsignor Vlado Košič. «Tutti i cristiani — si legge in una dichiarazione della commissione Giustizia e Pace — d o v re b -bero promuovere attivamente i valori del matrimonio e della famiglia, prendendo soprattutto spunto sia dagli esempi della propria vita, sia dalla cooperazione con altri uomini di buona volontà». Monsignor Košič ha ricordato che in «Croazia c’è una proposta di modifica della legge sulla famiglia secondo la quale lo Stato non avrebbe più l’obbligo di proteggere il matrimonio, ma solo la vita familiare del bambino e dei genitori. Conformemente all’idea che la famiglia integrale non sia l’unità sociale fondamentale che vale la pena tutelare, malgrado quanto prevede la Costituzione». In più, «la possibilità di trasferire i diritti parentali acquisiti a una parte terza nel prendersi cura di un bambino spalanca le porte a nuove relazioni e alla disgregazione delle famiglie tradizionali. Invece di indebolire le famiglie in questi momenti difficili di crisi — conclude Monsignor Košič — esortiamo le autorità ad avviare al più presto una politica di sostegno alle famiglie, in particolare per quelle numerose, con esenzioni fiscali, la creazione di asili nido, alloggi e strutture di accoglienza, facilitazioni nel settore dei trasporti».

© Osservatore Romano - 7 dicembre 2013