Una nuova chiesa tra le rovine di Damasco
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- Creato: 23 Dicembre 2015
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DAMASCO, 22. Un dono di Natale dopo oltre quattro anni di guerra. Nel mezzo delle rovine e della distruzione, a Damasco sorgerà una nuova chiesa maronita. Sarà inaugurata l’8 gennaio nel quartiere di Kachkoul, alla periferia orientale della capitale e sarà intitolata ai beati Francesco, Abdel-Mooti e Raffaele Massabki, tre fratelli maroniti martirizzati a Damasco nel 1860. Ad annunciarlo — riferisce l’agenzia Fides — è stato l’a rc i v e - scovo di Damasco dei Maroniti, Samir Nassar, definendo l’evento «un autentico dono del Natale: sarà un’oasi di preghiera e un segno di gioia e di speranza in mezzo a un mondo di violenza, di intolleranza e di paura».Infatti, «in mezzo alle rovine, questa nuova cappella si presenta come la stella dei Magi, che conduce al Bambino divino». Per il presule, «costruire una chiesa in tempi di guerra e di desolazione esprime il desiderio di vincere la morte e il coraggio di vivere la fede. I nostri coraggiosi fedeli hanno scelto di restare in città, di andare contro corrente e di riporre la loro fiducia in Gesù Cristo, in questa notte oscura. Quest’anno Natale a Damasco sarà anche una festa di risurrezione». È tempo infatti di infondere fiducia nella popolazione provata da una sofferenza che appare senza fine. «Nonostante la guerra, nonostante i gravi problemi sociali ed economici — racconta l’a rc i v e s c o v o — i nostri sacerdoti insieme ai fedeli hanno avviato tre progetti per realizzare tre cappelle in altrettanti quartieri di Damasco. Ora sorge la prima. Le altre due saranno nei quartieri di Douwaylaa e Jaramana. Questi luoghi servono a rinsaldare le comunità dei fedeli, a organizzare catechesi e incontri sulla Bibbia e serate di preghiera e fraternità. In questo tempo difficile, di precarietà e violenza, Cristo continua ad attrarre sempre di più».
© Osservatore Romano - 23 dicembre 2015