Insieme nella grotta di Pietro
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- Creato: 01 Luglio 2016
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Nella mattinata di ieri, mercoledì 29 giugno, alla presenza del ve- scovo Paolo Bizzeti, vicario apostolico di Anatolia, e dell’inviato del patriarca greco ortodosso di Antiochia, i cristiani delle comunità locali hanno animato una celebrazione comune con canti, pre- ghiere e letture del Nuovo testamento. Alla celebrazione è inter- venuto anche l’arcivescovo Paul Fitzpatrick Russell, nunzio apo- stolico in Turchia. La chiesa rupestre conserva an- cora la fisionomia che le diedero i crociati, quando conquistarono l’antica Antiochia sull’Oronte nel 1098. Ma già i bizantini avevano trasformato in cappella il luogo dove si incontravano i primi bat- tezzati nei periodi di persecuzio- ne, nella città dove per la prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani e dove fu vesco- vo san Pietro, prima di venire a Roma. Il restauro recente, reso possibi- le grazie al finanziamento delle istituzioni pubbliche turche, ha posto fine allo stato di abbando- no in cui versava da anni la «Grotta di San Pietro», reso an- cora più avvilente da rozzi inter- venti precedenti. In anni passati, patriarchi e vescovi sono stati spesso presenti alle celebrazioni li- turgiche, svoltesi in occasione del- la solennità dei santi Pietro e Pa o l o . Dal 1967, per volere di Papa Paolo VI , si può ottenere l’indul- genza plenaria visitando in pelle- grinaggio la grotta santa, unica traccia storica rimasta dell’antica Antiochia cristiana. «Purtroppo — ha dichiarato all’agenzia Fides padre Domenico Bertogli, parroco della comunità cattolica locale — la situazione po- litica e sociale è difficile, la gente non è tranquilla e i pellegrini so- no sempre meno numerosi. Nel 2011, i turisti che hanno visitato Antiochia sono stati più di ottan- tamila; nel 2015, invece, sono scesi a meno di diecimila». Il religioso, che è anche curatore del periodico «Cronache di Antiochia», a cui il nostro giornale ha dedicato negli anni ampio spazio, ha ricordato che nell’est del Paese gli attentati sono in continuo aumento e le vittime sono sempre più numero- se, anche fra gli uomini della poli- zia e dell’esercito. «Nella nostra regione — ha concluso padre Ber- togli — negli ultimi mesi ventuno persone hanno perso la vita e, so lo nella provincia di Hatay (An tiochia), i rifugiati, soprattutto provenienti dalla Siria, sono quat- trocentomila. Per questo invochia- mo l’aiuto di san Pietro, di san Paolo e della Vergine Maria».
© Osservatore Romano - 30 giugno 1 luglio 2016