In Siria esiste la condivisione
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- Creato: 15 Luglio 2016
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DAMASCO, 15. Condividere la preparazione di un pasto, moltiplicare gli sforzi per poter essere di aiuto, capire che la pace è possibile, si tratta solo di una questione di tempo, quando vi sono misericordia e aiuto reciproco. Sono questi alcuni dei fattori che inducono a guardare con speranza al futuro del Paese, come racconta in una lettera inviata ad AsiaNews Sandra Awad, responsabile della comunicazione di Caritas Siria. A fronte della «limitatezza delle risorse e della immane tragedia che ci circonda — dice — la misericordia è quanto di più importante siamo chiamati a condividere» oggi in Siria. Awad sottolinea l’importanza della solidarietà e della vicinanza. In particolare, quella del Papa che proprio nei giorni scorsi ha inviato un videomessaggio diffuso in occasione della campagna per la pace in Siria promossa da Caritas internationalis sul tema: «Siria, la pace è possibile». «Noi siriani — spiega — abbiamo bisogno di messaggi come questi, lanciati da una personalità capace di infonderci forza e speranza, nonostante le difficoltà e le privazioni in cui siamo costretti a vivere. Ho sempre seguito con attenzione le visite e le iniziative del Papa a sostegno dei più bisognosi e ascoltato con attenzione i suoi messaggi di amore e solidarietà. Di lui — aggiunge — mi hanno sempre colpito la modestia e la vicinanza alla gente, il rispetto e l’amore che riesce ad attirare sulla sua persona. Abbiamo bisogno di questi incoraggiamenti per rimanere legati al nostro Paese e alle nostre radici che affondano in Oriente; e in quanto operatori di Caritas Siria, che lavorano ogni giorno sotto i colpi di mortaio e le bombe, è molto importante sapere e ascoltare che il Santo Padre si unisce a noi nella nostra campagna e ci dice con fiducia: in Siria la pace è p ossibile!». Sandra, inoltre, ricorda l’imp egno e il sostegno delle organizzazioni umanitarie e gli enti benefici che operano in aiuto dei più poveri e sfortunati. «Molte famiglie legano la loro sopravvivenza proprio a questo genere di aiuti. Noi siamo una di queste realtà, membri attivi sul territorio, e siamo impegnati nel tentativo di ridurre il più possibile l’impatto della guerra sulle famiglie siriane, sostenendole nei modi più disparati: distribuzione di cibo e di vestiti, voucher, cure mediche, aiuti nel pagamento degli affitti, vicinanza agli anziani, educazione e sostegno psicologico per i bambini.». Un dato su tutti: il tasso di povertà in Siria ha raggiunto ormai circa l’84 cento della popolazione. «Nonostante tutto — prosegue — noi cerchiamo di fare del nostro meglio per aiutare più persone possibile. La Siria è una nazione malata e ha bisogno del sostegno di organizzazioni umanitarie e della comunità internazionale; il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci deve rinnovarsi per garantire il nutrimento delle migliaia di suoi bambini affamati. Nel suo messaggio il Papa ha ricordato l’anno della misericordia, che è quanto di più importante siamo chiamati a vivere e condividere fra noi in Siria. La guerra ci ha resi poveri, e la povertà ci ha insegnato la misericordia. Le persone si aiutano fra loro, si danno sempre più una mano nel bisogno. Per esempio, durante il Ramadan — conclude — molte realtà benefiche e volontari, musulmani e cristiani, hanno cucinato per le strade e distribuito il cibo alle persone più bisognose. Questo è il volto più bello della nostra amata Siria, la sua immagine più vera; la Siria non è solo guerra, essa è al contempo condivisione di un pasto e misericordia fra musulmani e cristiani.
© Osservatore Romano - 16 luglio 2016