Proposta del patriarca Sako alle comunità cristiane del paese
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- Creato: 16 Gennaio 2017
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BAGHDAD, 16. Un «Consiglio delle Chiese d’Iraq» è quanto propone a tutte le comunità cristiane del paese il patriarcato di Babilonia dei Caldei, su iniziativa dello stesso patriarca Louis Raphaël I Sako. Fra gli obiettivi del futuro Consiglio vi sono la promozione dello spirito di unità fra le diverse realtà cristiane presenti nel paese e il coordinamento delle attività educative e sociali. Il neo organismo dovrà organizzare incontri di preghiera; unificare le posizioni e i discorsi riguardanti temi ed eventi di carattere nazionale, con una particolare attenzione alla giustizia sociale, all’uguaglianza e ai diritti dei cristiani. Un altro settore da approfondire, secondo una visione comune, sarà il dialogo con i musulmani e le altre fedi religiose presenti nel paese con l’obiettivo di promuovere «una cultura di pace e di coesistenza armoniosa». Il Consiglio dovrebbe essere formato da due organismi; il primo, esecutivo, formato dal patriarca caldeo, dal patriarca della Chiesa assira dell’est, dal patriarca della Chiesa antica dell’est, dal vescovo a capo della comunità siro-ortodossa. Inoltre, ne dovrebbero far parte il vescovo siro-cattolico, quello armenoortodosso, il vescovo armenocattolico, il vescovo dei Latini, un rappresentante delle Chiese evangeliche, un esponente della Chiesa copta, uno della Chiesa greco-ortodossa e un greco-cattolico. Il secondo Consiglio, generale, sarà invece composto da tutti i capi delle Chiese e da tutti i vescovi delle rispettive comunità cristiane delle varie denominazioni e confessioni. Nella nota del patriarcato caldeo si sottolinea che il Consiglio esecutivo dovrebbe riunirsi ogni tre mesi, mentre per il Consiglio generale si prevede almeno un incontro annuale. Le decisioni sarebbero prese con il voto favorevole della metà più uno dei partecipanti. Al vertice del Consiglio vi sarà il patriarca della Chiesa caldea; il vice sarà il capo della Chiesa assira dell’est o il patriarca della Chiesa antica dell’est o, ancora, uno dei leader delle Chiese locali con il più alto numero di fedeli (un nodo, questo della vice-presidenza, che andrà sciolto in occasione dell’incontro del Consiglio generale). Definito il Consiglio e delineata la struttura, adesso i vertici del patriarcato caldeo attendono risposte dai capi delle altre denominazioni cristiane presenti nel paese. Nel momento in cui giungerà il via libera da tutti i rappresentanti si procederà alla ratifica formale; il Consiglio e il suo statuto verranno poi presentati al governo iracheno, a quello regionale del Kurdistan, alle Chiese e ai forum internazionali per il riconoscimento definitivo.
© Osservatore Romano - 16-17 gennaio 2017