Feroci massacri di civili in Iraq · Dodici persone arse vive dai terroristi dell’Is · Feroci massacri di civili in Iraq · Dodici persone arse vive dai terroristi dell’Is ·

civili in fuga
Chiusi in una gabbia, cosparsi di benzina e bruciati vivi. È avvenuto così il feroce assassinio di dodici civili iracheni, tra i quali i membri di un’intera famiglia, vittime di militanti del sedicente stato islamico (Is) nella zona centro orientale di Huwayja. La città è una delle sacche di resistenza jihadista tra Kirkuk e il Tigri e i dodici civili stavano cercando di fuggire. La notizia del barbaro assassinio è stata riferita dalla polizia di Kirkuk. Sul terreno, intanto, continuano i combattimenti. Soldati dell’esercito iracheno impegnati nel completamento della riconquista della città di Mosul hanno ucciso ieri sette donne che erano pronte a compiere attentati suicidi. Il colonnello Salam Hussein, membro delle operazioni speciali in Iraq, ha avvertito che negli ultimi giorni si è rilevato un incremento del numero delle donne che compiono azioni terroristiche come kamikaze. E negli attentati di ieri, ha continuato, sono rimasti uccisi sia soldati sia civili. Il colonnello Salam Hussein ha anche spiegato che alcune attentatrici si sono fatte esplodere mentre erano accanto a gruppi familiari che cercavano di lasciare la città e trovare riparo dai combattimenti. «Si tratta — ha detto — di un tentativo crudele e vigliacco dei terroristi di causare pesanti perdite sia tra le forze di sicurezza sia tra i civili». Anche da Mosul si continua a fuggire. Centinaia di persone stanno cercando di lasciare la zona, mentre si combatte ancora nelle strade della città vecchia dove sono asserragliate alcune centinaia di miliziani dell’Is. Le forze della sicurezza irachena hanno inoltre lanciato un’operazione militare contro l’Is nella zona orientale dell’Iraq. Lo ha reso noto un funzionario di polizia all’agenzia di stampa Anadolu. L’operazione ha colpito i miliziani a Naft Khana, oltre cento chilometri a nordest di Diyala. Chiusi in una gabbia, cosparsi di benzina e bruciati vivi. È avvenuto così il feroce assassinio di dodici civili iracheni, tra i quali i membri di un’intera famiglia, vittime di militanti del sedicente stato islamico (Is) nella zona centro orientale di Huwayja. La città è una delle sacche di resistenza jihadista tra Kirkuk e il Tigri e i dodici civili stavano cercando di fuggire. La notizia del barbaro assassinio è stata riferita dalla polizia di Kirkuk. Sul terreno, intanto, continuano i combattimenti. Soldati dell’esercito iracheno impegnati nel completamento della riconquista della città di Mosul hanno ucciso ieri sette donne che erano pronte a compiere attentati suicidi. Il colonnello Salam Hussein, membro delle operazioni speciali in Iraq, ha avvertito che negli ultimi giorni si è rilevato un incremento del numero delle donne che compiono azioni terroristiche come kamikaze. E negli attentati di ieri, ha continuato, sono rimasti uccisi sia soldati sia civili. Il colonnello Salam Hussein ha anche spiegato che alcune attentatrici si sono fatte esplodere mentre erano accanto a gruppi familiari che cercavano di lasciare la città e trovare riparo dai combattimenti. «Si tratta — ha detto — di un tentativo crudele e vigliacco dei terroristi di causare pesanti perdite sia tra le forze di sicurezza sia tra i civili». Anche da Mosul si continua a fuggire. Centinaia di persone stanno cercando di lasciare la zona, mentre si combatte ancora nelle strade della città vecchia dove sono asserragliate alcune centinaia di miliziani dell’Is. Le forze della sicurezza irachena hanno inoltre lanciato un’operazione militare contro l’Is nella zona orientale dell’Iraq. Lo ha reso noto un funzionario di polizia all’agenzia di stampa Anadolu. L’operazione ha colpito i miliziani a Naft Khana, oltre cento chilometri a nordest di Diyala.

Chiusi in una gabbia, cosparsi di benzina e bruciati vivi. È avvenuto così il feroce assassinio di dodici civili iracheni, tra i quali i membri di un’intera famiglia, vittime di militanti del sedicente stato islamico (Is) nella zona centro orientale di Huwayja.

La città è una delle sacche di resistenza jihadista tra Kirkuk e il Tigri e i dodici civili stavano cercando di fuggire. La notizia del barbaro assassinio è stata riferita dalla polizia di Kirkuk. Sul terreno, intanto, continuano i combattimenti. Soldati dell’esercito iracheno impegnati nel completamento della riconquista della città di Mosul hanno ucciso ieri sette donne che erano pronte a compiere attentati suicidi. Il colonnello Salam Hussein, membro delle operazioni speciali in Iraq, ha avvertito che negli ultimi giorni si è rilevato un incremento del numero delle donne che compiono azioni terroristiche come kamikaze. E negli attentati di ieri, ha continuato, sono rimasti uccisi sia soldati sia civili. Il colonnello Salam Hussein ha anche spiegato che alcune attentatrici si sono fatte esplodere mentre erano accanto a gruppi familiari che cercavano di lasciare la città e trovare riparo dai combattimenti. «Si tratta — ha detto — di un tentativo crudele e vigliacco dei terroristi di causare pesanti perdite sia tra le forze di sicurezza sia tra i civili». Anche da Mosul si continua a fuggire. Centinaia di persone stanno cercando di lasciare la zona, mentre si combatte ancora nelle strade della città vecchia dove sono asserragliate alcune centinaia di miliziani dell’Is. Le forze della sicurezza irachena hanno inoltre lanciato un’operazione militare contro l’Is nella zona orientale dell’Iraq. Lo ha reso noto un funzionario di polizia all’agenzia di stampa Anadolu. L’operazione ha colpito i miliziani a Naft Khana, oltre cento chilometri a nordest di Diyala. Chiusi in una gabbia, cosparsi di benzina e bruciati vivi. È avvenuto così il feroce assassinio di dodici civili iracheni, tra i quali i membri di un’intera famiglia, vittime di militanti del sedicente stato islamico (Is) nella zona centro orientale di Huwayja. La città è una delle sacche di resistenza jihadista tra Kirkuk e il Tigri e i dodici civili stavano cercando di fuggire. La notizia del barbaro assassinio è stata riferita dalla polizia di Kirkuk. Sul terreno, intanto, continuano i combattimenti. Soldati dell’esercito iracheno impegnati nel completamento della riconquista della città di Mosul hanno ucciso ieri sette donne che erano pronte a compiere attentati suicidi. Il colonnello Salam Hussein, membro delle operazioni speciali in Iraq, ha avvertito che negli ultimi giorni si è rilevato un incremento del numero delle donne che compiono azioni terroristiche come kamikaze. E negli attentati di ieri, ha continuato, sono rimasti uccisi sia soldati sia civili. Il colonnello Salam Hussein ha anche spiegato che alcune attentatrici si sono fatte esplodere mentre erano accanto a gruppi familiari che cercavano di lasciare la città e trovare riparo dai combattimenti. «Si tratta — ha detto — di un tentativo crudele e vigliacco dei terroristi di causare pesanti perdite sia tra le forze di sicurezza sia tra i civili». Anche da Mosul si continua a fuggire. Centinaia di persone stanno cercando di lasciare la zona, mentre si combatte ancora nelle strade della città vecchia dove sono asserragliate alcune centinaia di miliziani dell’Is. Le forze della sicurezza irachena hanno inoltre lanciato un’operazione militare contro l’Is nella zona orientale dell’Iraq. Lo ha reso noto un funzionario di polizia all’agenzia di stampa Anadolu. L’operazione ha colpito i miliziani a Naft Khana, oltre cento chilometri a nordest di Diyala.

© Osservatore Romano   4.7.2017



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