Ciclismo. Se il Medio Oriente ora fa un tour tutto suo

2019 il via al Middle East Peace TourDopo il Giro d’Italia in Israele, nel 2019 il via al “Middle East Peace Tour”. Partirà da Amman, passaggio a Petra e persino davanti alla Porta di Damasco prima dell’arrivo a Gerusalemme
Sfrecciare con una bicicletta da corsa oltre i muri del Medio Oriente. Sarà il sogno impossibile per il 101° Giro d’Italia che venerdì 4 maggio prenderà il via da Gerusalemme; già nella sua lunga marcia di avvicinamento, infatti, la carovana rosa ha toccato con mano il terreno minato del conflitto israelo-palestinese. Eppure non è affatto detto che il sogno di un giro ciclistico che in Medio Oriente non si fermi solo a Israele sia poi così lontano dal realizzarsi. Perché una gara del genere in realtà è già stata messa in calendario per il marzo 2019 e con il sostegno esplicito dell’Unione ciclistica internazionale. L’hanno chiamato “Middle East Peace Tour” ed è il frutto di un’idea dell’ex ciclista austriaco Gherard Schönbacher e dell’israeliano Ido Eindor. Sessantaquattro anni, professionista a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, negli annali del ciclismo Schönbacher figura per un record singolare: per due anni consecutivi - il 1979 e il 1980 - finì il Tour de France all’ultimo posto, aggiudicandosi quella che i francesi chiamano la lanterne rouge. Finita la carriera è diventato poi un organizzatore di corse in giro per il mondo. E adesso ha lanciato questa nuova sfida: dare vita a una corsa a tappe che attraversi i confini apparentemente impossibili del Medio Oriente.

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