Il patriarca di Alessandria: «Trovare un compromesso onorevole per tutti»

cardinal-naguib-3MONACO DI BAVIERA - Sulla questione israelo-palestinese la Chiesa cattolica auspica una soluzione «giusta e duratura» per «il bene di entrambe le parti», ma è pur vero che ai palestinesi non si possono dare sempre e soltanto dei «no». Così il cardinale Antonios Naguib, patriarca copto-cattolico di Alessandria d’Egitto, tra le voci più autorevoli della Chiesa nell’area mediorientale, commenta la decisione del presidente Abu Mazen, ribadita ieri, di presentare all’Onu la domanda di adesione dello Stato palestinese: scelta fortemente avversata da Israele e sulla quale gli Usa hanno già annunciato il ricorso al veto. «A noi come cristiani, come Chiese, interessa moltissimo che si arrivi, come la Santa Sede ha sempre chiesto e ripetuto, intervenendo anche presso tutte le organizzazioni internazionali, che si arrivi a una soluzione giusta e duratura, che sia fondata su basi chiare ed eque. E questo per il bene di tutte e due le parti», dice il card. Naguib.
«È questo che si spera - prosegue - Ma se si guarda all’andamento delle attitudini politiche delle grandi potenze, non si vede che ci sia speranza verso tale obiettivo, e questo crea delle reazioni di violenza». «Perché i palestinesi dicono, “dateci un’altra prospettiva”. E invece questo non c’è», aggiunge il porporato. «Certamente non c’è niente che possa giustificare un atto di violenza o un attacco alla vita dell’uomo - sottolinea Naguib - Ma i palestinesi dicono: “Viviamo da 60 anni nella disperazione e non troviamo una strada, tutte le volte che c’è una porta che si apre, subito si chiude. E nessuno ci appoggia tra le forze che hanno in mano la possibilità di trovare la soluzione”». La speranza del patriarca copto-cattolico è che «almeno si trovi un modo di incontrarsi per un compromesso». E se si tratterà di «compromessi ragionevoli», il porporato si dice «sicuro che i palestinesi, gli arabi andranno verso questa direzione». «Ma se la risposta dall’altra parte è sempre no, allora quale speranza? - si domanda - Noi non perdiamo la speranza, ma bisogna dare ragioni di speranza». 
Naguib sottolinea comunque che «l’Egitto sta molto appoggiando» l’iniziativa palestinese. «Il ministro degli Esteri egiziano - spiega - sta facendo un po’ il giro del mondo, soprattutto sia nei Paesi arabi che in America del Sud e nei Paesi asiatici, per mobilitare l’opinione internazionale in favore della creazione dello Stato palestinese e per il suo riconoscimento da parte delle Nazioni unite».

© www.corriere.com  - 15 settembre 2011