EGITTO: MONS. FAHIM (ALESSANDRIA), NATALE NEL RICORDO DELLA STRAGE DI CAPODANNO
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- Creato: 21 Dicembre 2011
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“I cristiani, e i cattolici egiziani, vivranno il Natale in un clima particolare a causa della difficile situazione interna, dal punto di vista politico, sociale ed economico. A questo si aggiunga, poi, un’ambiguità totale fomentata dalle violenze e, in altro modo, dalle elezioni che, almeno in questa fase, hanno decretato la vittoria del blocco islamista. Manca ancora un turno di voto ma questo esito preoccupa la comunità cristiana che comincia a porsi domande sul suo futuro”. A parlare è il vescovo ausiliare del patriarcato di Alessandria dei copti, mons. Boutros Fahim Awad Hanna, che in un’intervista al SIR (clicca qui) racconta lo spirito con cui la minoranza cristiana si appresta a vivere gli imminenti riti natalizi. “L’ambiguità – spiega il vescovo – è presente nelle dichiarazioni di chi, tra gli islamisti, afferma che i cristiani saranno trattati alla stregua di tutti gli altri cittadini salvo poi ascoltare altri leader che, invece, vogliono che la minoranza cristiana sia sottomessa e segua la Sharia. Voci contrastanti che alimentano paura e incertezza. La conseguenza è che sono sempre di più coloro, cristiani e musulmani moderati, che si rivolgono ai consolati di diversi Paesi occidentali per chiedere informazioni sul rilascio di un visto di espatrio”. Una situazione instabile, visti anche gli scontri di questi giorni, che ha suggerito alla Chiesa locale di anticipare di qualche ora la messa di mezzanotte per motivi di scurezza. Il ricordo della strage della chiesa dei Santi, proprio ad Alessandria, 21 morti e 97 feriti, è ancora vivo. Quella strage, sottolinea mons. Fahim, “fu seguita da altri attacchi. Lungo tutto il 2011 abbiamo contato almeno altri nove gravi attentati contro la minoranza cristiana. Pensiamo alla strage dei copti che protestavano davanti alla sede della tv di Stato, lo scorso 9 ottobre, per mano dell’esercito. I cristiani sono presi di mira ma continuiamo a sperare, anche perché ci sono persone a noi vicine che ci esortano a rivendicare i nostri diritti di cittadini egiziani. Davanti alla prova Dio ci dona la forza di andare avanti. C’è chi va via, è vero, ma ci sono tanti egiziani, la maggioranza, che decidono di restare e costruire un Paese migliore. Un Paese pacificato, aperto e rispettoso dei diritti di tutti è quello che ci auguriamo per questo Natale”.
© www.agensir.it - 21 dicembre 2011