Per l’Egitto che verrà

tawadros-II-5IL CAIRO, 20. Anche diversi rappresentanti delle varie Chiese e comunità cristiane presenti in Egitto saranno chiamati a fare parte della commissione, composta da una cinquantina di membri, incaricata di emendare la Costituzione provvisoria. È quanto sostiene l’agenzia Fides, secondo la quale la firma del decreto che istituisce la commissione potrebbe avvenire già nelle prossime ore, mentre i lavori potrebbero iniziare la prossima settimana. I cristiani egiziani — sempre secondo Fides — avevano sottoposto al presidente ad interim,Adly Mansur, due memorandum — uno espresso dai copti ortodossi e l’a l t ro dai cattolici — dove erano esposte critiche al testo costituzionale provvisorio varato per decreto presidenziale nella notte di lunedì 8 luglio e destinato a rimanere in vigore nei mesi previsti per la fase di transizione, apertasi dopo la deposizione del presidente Morsi. Gli esponenti cristiani erano stati tra i primi a manifestare riserve sulla Costituzione provvisoria, contestata anche dai gruppi laici e liberali. «Di fatto, su punti chiave che stanno a cuore ai cristiani — ha sottolineato il vicario apostolico di Alessandria di Egitto, monsignor Adel Zaki — il nuovo testo provvisorio aveva mantenuto il taglio islamista della Costituzione varata sotto Morsi. Non era cambiato niente». A guidare i rappresentanti della Chiesa copta ortodossa all’interno della erigenda commissione per la revisione del testo costituzionale ad interim dovrebbe essere il vescovo Anba Boula, mentre il rappresentante cattolico potrebbe essere un laico competente in diritto e questioni giuridiche Intanto, per la terza volta consecutiva, il Patriarca copto ortodosso Tawadros II ha annullato l’i n c o n t ro settimanale pubblico di preghiera e catechesi da lui tenuto ogni mercoledì pomeriggio nella cattedrale copta del Cairo. Nell’a n n u n c i a re l’annullamento dell’incontro, il segretario generale del Consiglio delle Chiese in Egitto, padre Bishoy Helmy, ha giustificato l’ennesimo forfait del Patriarca facendo esplicito riferimento all’attuale difficile momento attraversato dal Paese, segnato dalle violenze seguite alla deposizione del Governo Morsi e all’inizio di una nuova fase di transizione politica sotto la tutela dell’esercito. «Dal 30 giugno — ha dichiarato il vescovo copto cattolico di Minya, monsignor Botros Fahim Awad Hanna — il Patriarca Tawadros II evita di apparire in pubblico, non tanto perché teme per la sua vita, ma perché non vuole che ci siano riunioni di moltitudini contro cui qualche pazzo potrebbe lanciare qualche bomba. In questo momento c’è chi accusa i cristiani di essere tra i principali responsabili della rivolta popolare del 30 giugno scorso». Le catechesi del mercoledì pomeriggio in cattedrale rappresentano ormai un appuntamento tradizionale del ministero del Patriarca copto ortodosso, che TawadrosII ha ripreso in continuità con il suo predecessore Shenuda III. Secondo fonti egiziane, il ministero dell’interno ha dato disposizione di aumentare i livelli di protezione intorno al Patriarca Tawadros II e all’imam di Al Azhar, Ahmed al Tayyeb. Sia il Patriarca che l’imam erano apparsi a fianco del generale Abdel Fattah al-Sissi lo scorso 3 luglio, quando l’uomo forte dell’esercito egiziano aveva esposto il piano di transizione per la fase successiva alla deposizione del presidente islamista Morsi. Negli scontri seguiti all’arresto di Morsi, sei copti sono stati uccisi dalle bande di Fratelli musulmani e salafiti. Nel Governo di transizione varato martedì 16 luglio, i ministri copti sono tre su trentatré: Laila Rashed Iskandar all’ambiente, Mounir Fakhry Abdel Nour al commercio e all’industria e Ramsi George alla ricerca scientifica.

© Osservatore Romano - 20 luglio 2013