Siria, a Maalula jihadisti rapiscono un gruppo di suore
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- Creato: 03 Dicembre 2013
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Irruzione dei miliziani nel villaggio vicino a Damasco: tra gli ostaggi anche la madre superiora Sayyaf
RedazioneRoma Miliziani jihadisti anti regime sono entrati nel convento di Santa Tecla, nel villaggio cristiano di Maalula, a 60 km a nord di Damasco. Lo sostiene l’agenzia di Stato Sana, secondo cui «fonti locali hanno detto che i terroristi hanno fatto irruzione nel convento e hanno preso in ostaggio la madre superiora, Pelagia Sayyaf, e altre suore».
Secondo le fonti, i sequestratori hanno compiuto atti di vandalismo nelle vicinanze del convento e in vari quartieri di Maalula, dove ci sono franchi tiratori. L’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha confermato che i ribelli hanno ripreso il controllo di Maalula, ma non ha parlato della presa in ostaggio delle religiose nel convento ortodosso. I jihadisti si erano impadroniti una prima volta del villaggio in settembre e ne avevano danneggiato le chiese. Successivamente erano stati respinti dalle forze lealiste e da milizie cristiane armate, ma erano rimasti sulle alture circostanti e i loro cecchini avevano continuato a colpire il centro.
A millecinquecento metri di altezza, arroccato su un fianco di una montagna, Maalula si trova nel cuore della Siria cristiana. Qui sorgono gli antichissimi monasteri di Mar Sarkis (San Sergio) e Mar Taqla (Santa Tecla). I due conventi, patrimonio dell’Unesco, costruiti nel IV secolo quando la regione faceva ancora parte dell’Impero romano, a settembre avevano aderito al digiuno mondiale per la pace lanciato dal Papa. I santuari sono dedicati a un soldato romano ucciso perché si era convertito, e a una discepola di San Paolo salvata, secondo la leggenda, dalla montagna stessa di Maalula, che si aprì per offrirle un nascondiglio.
© http://vaticaninsider.lastampa.it - 2 dicembre 2013