Da cristiani nel Vicino Oriente

maria-ingresso-tempioDAMASCO, 30. Carità e impegno sociale: questi sono i punti principali di azione per i cristiani, secondo quanto ha affermato il patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti, Gregorio III Laham in una lettera indirizzata alla comunità locale in occasione della celebrazione della Natività. In particolare, il presule ha rivolto un invito ai cristiani a vivere la propria missione nel Vicino Oriente senza il timore di abbandonare le proprie terre. «Restate qui! Non Emigrate!» è il forte appello contenuto nella lettera nella quale si ricorda la difficile situazione politico-sociale nella quale vivono varie comunità. Il patriarca ribadisce la necessità di una presenza viva dei cristiani che hanno, sottolinea, un ruolo fondamentale per lo sviluppo della regione.

I cristiani — è spiegato nella missiva intitolata «Rallegrati Maria, perché hai mostrato il Cristo Signore, amante degli uomini» — devono contribuire al bene comune esprimendo «i valori del Vangelo» e testimoniare la presenza di Cristo anche «con il loro servizio nei differenti settori della vita sociale». Per tale motivo, è aggiunto, «esortiamo i nostri fedeli e li chiamiamo alla pazienza nelle tribolazioni soprattutto in queste crisi soffocanti, distruttrici, sanguinose e tragiche del nostro mondo arabo». L’indicazione è soprattutto quella «a non emigrare, a essere fermi sulla loro terra, nel loro villaggio o nel loro quartiere, malgrado le difficoltà che tutti noi conosciamo». L’emigrazione dei cristiani rappresenta un fenomeno «al quale non si può togliere l’attenzione». Il patriarca chiama inoltre alla collaborazione fra le comunità religiose: si tratta di una serie di sfide comuni tra cristiani e musulmani, tra cui la lotta al fondamentalismo. Nella conclusione della lettera si fa riferimento ancora alla necessità di garantire sicurezza alle comunità cristiane, al fine, fra l’altro, di garantire il diritto allo studio per i giovani, il lavoro e l’eliminazione di ogni forma di emarginazione. «Noi vogliamo a ogni costo preservare questa presenza cristiana forte, credente, convinta, resistente, profonda, aperta e dialogante», capace, è aggiunto «di portare la testimonianza e il vessillo dei valori cristiani, della vera visione cristiana, nel nostro mondo a maggioranza musulmana».

© Osservatore Romano - 30-31 dicembre 2013