L’impegno per un ritorno delle minoranze in Iraq

Majid Al-NasrawiBAGHDAD, 14. «Aiuteremo i cristiani a far ritorno nella provincia, concedendo loro un pezzo di terra da coltivare e creando al contempo opportunità di lavoro e di sviluppo per quanti sono fuggiti in passato per le violenze e la mancanza di sicurezza». È quanto ha sottolineato il leader sciita Majid Al-Nasrawi, dal giugno 2013 governatore di Bassora (nel sud dell’Iraq, al confine con il Kuwait), durante l’incontro con il patriarca di Baghdad dei Caldei, monsignor Louis RaphaëlI Sako, e i vertici della Chiesa caldea. Il summit è avvenuto nei giorni scorsi in concomitanza con i festeggiamenti per l’insediamento del nuovo arcivescovo di Bassorah dei Caldei, monsignor Habib Al-Naufali. È stato un momento di gioia e di festa per tutta la comunità cristiana del Paese, che ha accolto il nuovo pastore nel corso di una concelebrazione eucaristica. L’incontro con il governatore di Bassora segue di pochi giorni la visita di cortesia compiuta da monsignor Sako al gran muftì d’Iraq, Sheikh Rafi Taha Al-Rifai, nella residenza del leader religioso musulmano, volta a rafforzare i rapporti di amicizia e fratellanza fra la comunità cristiana e musulmana, oltre che ad allargare le basi di un’azione comune per raggiungere l’obiettivo di una pace duratura nel Paese. Il governatore di Bassora ha voluto organizzare un pranzo solenne per rendere omaggio al patriarca caldeo e alla delegazione cristiana che lo ha accompagnato. Fra i presenti — oltre ai delegati del Consiglio provinciale — il nuovo arcivescovo di Bassorah dei Caldei, il nunzio apostolico in Giordania e in Iraq, arcivescovo Giorgio Lingua, il vescovo ausiliare di Baghdad dei Caldei, monsignor Shlemon Warduni, alcune suore caldee della congregazione delle figlie di Maria e altri sacerdoti. Durante l’incontro, il governatore Majid Al-Nasrawi ha espresso la sua gioia per la visita della leadership cristiana, confermando il forte legame che unisce la provincia con i suoi figli cristiani. Inoltre, ha esortato i vescovi a «convincere le famiglie a restare nel Paese e a favorire il rientro di quanti sono fuggiti». Il patriarca di Baghdad dei Caldei ha confermato l’attenzione posta dalla Chiesa cattolica in Iraq al sud del Paese, e in particolare alla città di Bassora, testimone dei primi passi del cristianesimo nell’area con l’ingresso di San Tommaso Apostolo. La nomina di un nuovo arcivescovo è la conferma di un rinnovato impegno verso la comunità cristiana lo cale. Il patriarca di Baghdad dei Caldei, nel ricordare il bisogno di una “coesistenza pacifica” fra le diverse anime della città e della nazione, ha espresso il desiderio di creare una “Lega Caldea”: un’associazione per coordinare e favorire il contributo dei caldei alla società civile e aiutare l’Iraq a vincere le derive del settarismo confessionale ed etnico. «Come caldei — ha spiegato a Fides il patriarca Sako — viviamo un tempo di confusione e di incertezza. La nostra presenza nella società è debole, frammentata nel campo della politica, della cultura, dell’azione sociale. Una “Lega Caldea” potrà aiutarci a rendere più concreto ed efficace il nostro contributo alla vita civile del Paese. Un’associazione che non diventi strumento diretto dei politici cristiani, ma cerchi di muoversi su un orizzonte più largo. L’immagine che ho presente — ha concluso — è quella di un’élite di laici, professionisti, intellettuali, esperti, persone che hanno ruoli nella vita pubblica, che si coordini e renda più efficace il contributo civile e umanitario dei caldei a servizio della società, per costruire ponti tra i cristiani e con tutti gli iracheni non solo sul piano religioso e spirituale, ma anche su quello sociale e civile. È venuto il tempo di creare un’organizzazione che sappia valorizzare le proprie competenze, al servizio di tutti».

© Osservatore Romano - 15 febbraio 2014