Solidarietà dialogo e riconciliazione
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- Creato: 15 Marzo 2014
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Soprattutto l’auspicio per «una Siria unificata, libera, democratica e pluralista, dove tutti godono dei diritti di cittadinanza e dove tutti fanno parte del tessuto sociale e comunitario siriano». I vescovi affermano che essi portano «il lutto per i martiri e pregano per i malati, i feriti e i disabili, i senzatetto e gli emarginati». Un particolare pensiero è poi per «gli ostaggi e gli scomparsi, in particolare dei due vescovi Youhanna Ibrahim e Boulos Yazigi, come pure dei sacerdoti Michel Kayyal e Ishac Mahfouz e un gran numero di fedeli». Nell’esprimere il rifiuto di «ogni forma di estremismo, di stigmatizzazione religiosa (takfir), di assassinio, criminalità, ricatto, e ogni aggressione contro l’uomo e i suoi beni», il documento denuncia inoltre «tutti gli attentati contro i luoghi di culto, chiese e moschee, e in particolare contro le chiese della comunità greco-cattolica». I presuli calcolano che sono «più di cento le chiese delle diverse comunità danneggiate o distrutte fino». In tale prospettiva, la conferenza dei vescovi appoggia «ogni sforzo per una risoluzione pacifica e rapida del conflitto, in particolare attraverso la Conferenza di Ginevra». In occasione della Grande Quaresima, i vescovi invitano inoltre «alla preghiera e al digiuno, come pure alla solidarietà verso gli sfollati, sia all’interno della Siria che all’estero». E si dicono determinati nel non farsi trascinare «dalla disperazione, dall’abbattimento o dalla paura, nonostante la grandezza della prova e del dramma che si aggrava di giorno in giorno». In particolare essi sono «in pieno ascolto della voce del Papa» — al quale hanno formulato gli auguri per il primo anniversario della sua elezione — «e della sua preghiera per la Siria, che ci invita a non perdere il coraggio e a non lasciare che si spenga la fiamma della speranza nei cuori». La conferenza dei vescovi grecocattolici chiede in conclusione a tutti i siriani di «lavorare con ogni mezzo, a livello locale, regionale e internazionale per il cessate-il-fuoco, l’apertura al dialogo, la riconciliazione e la ricostruzione».
© Osservatore Romano - 16 marzo 2014