Per i due vescovi ortodossi sequestrati in Siria
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- Creato: 05 Maggio 2014
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NEW YORK, 5. Grande preoccupazione per l’escalation di violenza nei Paesi del Vicino Oriente, in particolare Egitto, Iraq e Siria; condanna di ogni forma di persecuzione per ragioni razziali, etniche e religiose; appello ai governi nazionali affinché, nelle regioni dove i cristiani non sono sufficientemente protetti, facciano prevalere la giustizia sociale e politica. Sono i punti principali toccati dalla dichiarazione diffusa nei giorni scorsi dall’Assemblea dei vescovi ortodossi canonici degli Stati Uniti d’America in occasione del primo anniversario del rapimento del metropolita greco-ortodosso Boulos Yazigi e dell’arcivescovo siro-ortodosso Yohanna Ibrahim, avvenuto ad Aleppo, in Siria, il 22 aprile 2013. «Notiamo una crescente mancanza di interesse da parte delle autorità civili nel collaborare alla liberazione dei due leader cristiani», scrivono i presuli, invitando tutti i fedeli a ricordarli quotidianamente nei loro pensieri e nelle loro preghiere. I vescovi ortodossi statunitensi, parlando della drammatica condizione dei cristiani nel Vicino Oriente, accusano i governi locali di «imperdonabile indifferenza» e di «ingiustificabile inazione», sottolineando che, in alcuni Paesi, i cristiani sono esclusi perfino dai processi di pace e riconciliazione.© Osservatore Romano - 5-6 maggio 2014