Orrore crescente in Siria
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- Creato: 30 Giugno 2014
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DAMASCO, 30. Nel drammatico protrarsi del conflitto siriano assume connotazioni sempre più feroci lo scontro tra gruppi ribelli rivali. Miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) hanno ucciso per crocifissione nel villaggio di Deir Hafir, nell’area di Aleppo, otto appartenenti a un’altra formazione di insorti giudicata «troppo morbida», secondo quanto reso noto ieri dall’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), l’organizzazione con base a Londra considerata espressione dell’opp osizione in esilio. Un altro uomo, condannato al medesimo supplizio, è invece sopravvissuto a otto ore di crocifissione in un altro villaggio dell’area, quello di Al Bab. Sempre l’Ondus ha reso noto che dall’inizio dell’anno almeno settemila persone, compresi centinaia di civili, sono stati uccisi in scontri tra le milizie islamiste, in particolare l’Isis e il Fronte Al Nusra, nei territori controllati dall’opposizione nel nord del Paese. L’Ondus si dice in possesso dei nomi di 5.641 combattenti ribelli che hanno perso la vita negli ultimi sei mesi, mentre quelli di altre milleduecento vittime sono ancora da c o n f e r m a re . Nel frattempo, nessuna accoglienza ha avuto finora l’appello rivolto dalla Lega araba e dall’O rganizzazione della conferenza islamica ai combattenti in Siria a osservare una tregua durante il mese islamico del Ramadan, incominciato ieri. I segretari generali delle due organizzazioni, Nabil Al Arabi e Iyad Al Madani, hanno diffuso un comunicato congiunto in cui chiedono «a tutte le parti militari» che combattono in Siria di astenersi da qualsiasi azione armata durante il mese di digiuno. Al Arabi e Al Madani hanno anche chiesto a tutte le forze regionali e internazionali influenti sulla scena siriana di sostenere questa iniziativa.
© Osservatore Romano - 1 luglio 2014