Missione per l’acqua ad Aleppo

aleppo acquaALEPPO, 7. Aleppo è di nuovo senz’acqua. L’allarme è stato lanciato dall’ong Aiutiamo la Siria che insieme a Fratelli maristi e al Centro missionario diocesano di Roma hanno avviato un progetto per la distribuzione dell’acqua nella città siriana. Dopo qualche giorno di tregua, è infatti ripreso il blocco dell’erogazione idrica che i miliziani islamici avevano procurato anche per buona parte del mese di luglio. «L’acqua di Aleppo — ha detto il marista Georges Sabe, che coordina l’attività di assistenza agli sfollati — arriva dal fiume Eufrate, compie un tragitto per arrivare all’acquedotto della città. È lì che uomini armati, appartenenti ai ribelli, ne arrestano il percorso per fare pressione sul Governo. L’acqua che dunque non viene stoccata, viene invece riversata in un piccolo fiume che scorre in città. Vediamo l’acqua potabile scorrere in questo fiume ma non la possiamo avere nelle case». Proprio per far fronte a queste continue interruzioni idriche nelle scorse settimane era stato lanciato il progetto «Acqua per Aleppo». Con i fondi raccolti — riferisce l’agenzia Fides — i Fratelli maristi hanno potuto acquistare un furgone sul quale hanno montato un serbatoio e una pompa per distribuire l’acqua nelle case. La Chiesa armena si è invece dotata, oltre che di un furgone con l’a t t re z z a t u - ra necessaria alla distribuzione dell’acqua, anche del gasolio per far funzionare il pozzo presente nella parrocchia della Santissima Trinità e di 30 serbatoi (da 200, 500 e 1.000 litri secondo la necessità) da collocare nelle case delle famiglie più povere o in difficoltà, perché possano raccogliere l’acqua nei momenti in cui è erogata e utilizzarla durante le sospensioni.

© Osservatore Romano - 8 agosto 2015