Una festa per la vita
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- Creato: 27 Aprile 2016
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MOSCA, 27. Un milione di firme per la difesa dell’embrione umano e per il divieto di aborto. Questo l’obiettivo di una campagna pro life che il 30 aprile, vigilia della Pasqua per le Chiese che seguono il calendario giuliano (quest’anno il 1° maggio), si terrà in tutte le parrocchie ortodosse della Russia. L’iniziativa, promossa dal locale movimento per la vita, è appoggiata infatti anche dalla Chiesa ortodossa. Tra i principali sostenitori, riferisce l’agenzia Interfaxreligion, anche l’anziano archimandrita Ilya (Nozdrin), considerato la guida spirituale del patriarca Cirillo.Proprio quest’ultimo in passato, come si ricorderà, aveva più volte chiesto che l’aborto volontario venisse cancellato dalla lista delle pratiche coperte dal sistema sanitario pubblico. «Per ora abbiamo raccolto 200.000 firme, ma il nostro obiettivo è arrivare a un milione», ha detto Ilya, che conta molto sull’adesione delle parrocchie, tradizionalmente piene di fedeli soprattutto in occasione delle festività pasquali. La Chiesa ortodossa russa è da tempo ormai impegnata direttamente in difesa della vita nascente. Un impegno che si concretizza anche nel sostegno alle situazioni più difficili. Attualmente, infatti, il patriarcato gestisce 29 centri di crisi per le donne in gravidanza e per le madri single con bambini. In questi centri, nel corso del 2015, oltre 5.500 donne hanno ricevuto una qualche forma di assistenza. L’impegno della Chiesa e delle organizzazioni pro life si inserisce in una situazione particolarmente critica. La Russia è infatti tra i primi Paesi al mondo per percentuale di aborti. A ciò si aggiunge il fatto che numerose donne partoriscono e abbandonano il figlio direttamente all’ospedale. Fino a due anni fa, per la Russia si parlava di “coma demografico”. Dal 2014 però la situazione sembra essere leggermente migliorata. Lo Stato ha varato una serie di provvedimenti che incoraggiano i genitori ad avere più di un figlio. Tra questi, il programma del “capitale materno”, che prevede un sussidio una tantum per la nascita del secondo e dei successivi figli.
© Osservatore Romano - 28 aprile 2016