Dalla memoria di Chernobyl monito per cambiare stili di vita

arcobaleno croceISTANBUL , 27. A 30 anni dal disastro nucleare di Chernobyl «dobbiamo ricordare per sempre. Ricordare i nomi di coloro che sono morti e ricordare le tragiche conseguenze dei nostri fallimenti». Ma dobbiamo anche «imparare a dire “no” alle tecnologie con effetti distruttivi », essere in grado «di dire “basta” davanti alla mentalità consumistica e alla competizione dell’economia di mercato» e infine «dire “sì” e inchinarci davanti alla realtà che ci sovrasta, quella del Creatore di tutta la creazione».
È quanto scrive il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, nel messaggio diffuso per l’anniversario del disastro nucleare che il 26 aprile del 1986 sconvolse l’Ucraina e il mondo. Nel testo, il leader cristiano spiega: «La memoria è molto potente nella religione e soprattutto nel cristianesimo, dove diventa una forza in grado di trasformare. Tramite la memoria leggiamo il passato, cambiamo la nostra condotta nel presente e ci assumiamo le nostre responsabilità per il futuro». Ma la memoria, da sola, non basta: «Abbiamo raggiunto un livello di sviluppo tecnologico tale che dobbiamo imparare a dire “no” alla tecnologia che distrugge. Abbiamo bisogno di un’etica della tecnologia. Ci è stato dato in dono uno splendido pianeta, ma le sue risorse non sono infinite. I numerosi disastri naturali hanno dimostrato in maniera ampia il costo umano, finanziario ed ecologico della ricerca smodata del profitto». Ecco perché, aggiunge Bartolomeo, «dobbiamo imparare anche a dire “basta” alla mentalità del consumismo e della competizione dell’economia di mercato».

© Osservatore Romano - 28 aprile 2016