Le religiose di Sant’Andrea
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- Creato: 06 Giugno 2016
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TAIZÉ, 6. Dovevano restare solo tre mesi, per aiutare la comunità di Taizé, rispondendo a una richiesta di fratel Roger. Era il maggio 1966 ma la loro collaborazione non è più cessata. I cinquant’anni della presenza a Taizé delle religiose di Sant’Andrea sono stati celebrati nei giorni scorsi con un pranzo e una serie di incontri e laboratori, mentre, nella vicinissima Ameugny, due suore (una australiana l’altra congolese) hanno fatto la loro professione perpetua. Per l’occasione una sessantina di religiose sono venute, da vari Paesi, sulla collina della Borgogna. Domenica 29 maggio le suore di Sant’Andrea e i fratelli di Taizé si sono riuniti in preghiera nella chiesa della Riconciliazione per ringraziare il Signore per questo mezzo secolo di cammino comune. Erano presenti la superiora generale delle religiose di Sant’Andrea, suor Agnés Granier, e il priore di Taizé, fratel Alois. «Noi ti lodiamo o Cristo — ha detto quest’ultimo — p er la bella collaborazione che da cinquant’anni ci unisce alle suore di Saint-André. Ci vuoi al servizio della tua Chiesa e ci chiedi di stare insieme, con le nostre complementarità, come testimoni della gioia, della semplicità, della misericordia, in particolare tra le nuove generazioni. Ti lodiamo per coloro che ci hanno aperto il cammino, sant’Ignazio, madre Marie-Tarcisius, fratel Roger. Manda su di noi lo Spirito Santo, affinché mantenga in noi la passione e la comunione, e affinché sulla terra risplenda la tua pace», ha concluso Alois. Una data-chiave nella storia delle religiose di Sant’Andrea — istituto con sede a Tournai, in Belgio — è il 1956, anno in cui la casa di formazione si installò a Lovanio, capoluogo del Brabante fiammingo. Dibattiti di idee e nuove correnti teologiche animavano i centri intellettuali ed ecclesiali a pochi anni dall’apertura del concilio Vaticano II. È proprio a Lovanio che le suore scoprirono il movimento ecumenico, un ecumenismo spirituale vissuto nella preghiera e nell’i n c o n t ro fraterno. La casa venne aperta a studenti, insegnanti, uomini di Chiesa. Tra essi fratel Roger, che chiese alle religiose un aiuto per tre mesi. Era il 1966. Vennero in tre a passare l’estate a Taizé, a vendere le cartoline postali e a offrire una ciotola di riso ai pellegrini di passaggio. Nel 1972 le suore acquistarono una casa ad Ameugny, distante un chilometro da Taizé. A guidare il noviziato e le suore in formazione fu madre Marie-Tarcisius Maertens, mentre, in Belgio, la casa madre era chiusa a causa della scissione linguistica fra l’università di Lovanio (olandese) e quella di Nuova Lovanio (francofona). In mezzo secolo le religiose di Sant’Andrea non hanno mai lasciato la collina della Borgogna, rafforzando con i fratelli una collaborazione votata all’accoglienza, sempre più internazionale ed ecumenica. «Accogliere i giovani a Taizé — affermano — ci ricollega alle nostre origini: aprire la porta ai pellegrini e ai viaggiatori. Accompagnare, condividere la loro ricerca umana e spirituale ci pone al centro della nostra vocazione ignaziana: aiutare gli altri a trovare il senso della propria vita».
© Osservatore Romano - 6-7 giugno 2016