Una strage pianificata da mesi
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- Creato: 22 Luglio 2016
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PARIGI, 22. La strage di Nizza è stata premeditata e preparata per «diversi mesi» e non in pochi giorni, come si pensava in precedenza. L’attentatore ha inoltre avuto «sostegni e complicità». Questa la rivelazione annunciata ieri dal procuratore antiterrorismo di Parigi, François Molins, in una giornata resa infuocata dalle polemiche sulle importanti falle emerse nel dispositivo di sorveglianza della Promenade des Anglais di Nizza.In una conferenza stampa nella capitale, il procuratore ha fornito nuovi importanti dettagli sulla rete dei cinque presunti fiancheggiatori dell’autista killer incriminati ieri da un giudice parigino e posti in custodia cautelare. Anzitutto, Ramzy A., il franco-tunisino di 22 anni fermato sabato scorso e condannato sei volte per reati comuni tra il 2013 e il 2015. È lui ad aver ricevuto un sms del killer pochi minuti prima che si scagliasse con il suo camion sulla folla. Nel messaggio, Mohamed Lahouaiej Bouhlel si congratula, tra l’altro, per la pistola che il giovane gli ha fornito il giorno prima. Durante le perquisizioni presso l’abitazione del ragazzo sono stati trovati 2.500 euro in contanti, oltre 200 grammi di cocaina e un kalashnikov. Carcere preventivo anche per la coppia di albanesi, Artane H., incensurato, e la compagna Enkeledja Z., franco-albanese. L’uomo è sospettato di aver fornito la pistola calibro 7.65 usata dallo stragista. A fare da intermediario tra Bouhlel e i due albanesi sarebbe stato lo stesso Ramzy. Il quarto incriminato nella rete dei possibili fiancheggiatori è il tunisino Choukri C., 37 anni, fermato domenica scorsa, incensurato. Gli inquirenti sospettano che sia lui l’individuo designato da Bouhlel come destinatario di una nuova fornitura d’armi in un altro sms inviato a Ramzy pochi minuti prima dell’assalto. Il 4 aprile, Choukri inviò un messaggio a Bouhlel: «Carica il camion, metti dentro 10.000 tonnellate di ferro, spacca i freni». Sempre lui è stato visto nel camion al fianco del killer e tracce del suo dna sono state ritrovate al posto del passeggero. Ultimo degli inquisiti è Mohamed Whalid G., franco-tunisino di 40 anni, fermato venerdì scorso dalla polizia e vecchia conoscenza dell’autista killer. L’uomo vive a Nizza da molti anni. Tra il 2015 e il 2016, i due si sono scambiati 1278 chiamate, 155 con Choukri C. In conferenza stampa Molins ha anche spiegato che secondo elementi di prova raccolti Bouhlel aveva premeditato il suo gesto «da diversi mesi», smentendo in parte le affermazioni dei giorni scorsi secondo cui si sarebbe trattato di una radicalizzazione rapida e subito seguita da un passaggio all’azione.
© Osservatore Romano - 23 luglio 2016