Per un immediato cessate il fuoco
- Dettagli
- Creato: 12 Ottobre 2016
- Hits: 1010
«Voglio sottolineare e ribadire la mia vicinanza a tutte le vittime del disumano conflitto in Siria. È con un senso di urgenza che rinnovo il mio appello, implorando, con tutta la mia forza, i responsabili, affinché si provveda a un immediato cessate il fuoco, che sia imposto e rispettato almeno per il tempo necessario a consentire l’evacuazione dei civili, soprattutto dei bambini, che sono ancora intrappolati sotto i bombardamenti cruenti». Al termine dell’udienza generale di mercoledì 12 ottobre in piazza San Pietro, Papa Francesco è tornato a parlare delle violenze che insanguinano il Paese mediorientale, tre giorni dopo aver annunciato il concistoro in cui creerà cardinale l’arcivescovo Mario Zenari, «che rimane nunzio apostolico nell’amata e martoriata Siria». In precedenza il Pontefice aveva parlato delle violenze contro i cristiani, ricevendo nell’auletta dell’Aula Paolo VI la conferenza dei segretari di Christian World Communions. «Quando i terroristi o le potenze mondiali — ha detto — perseguitano le minoranze cristiane o i cristiani, non si domandano: “Ma tu sei luterano? Tu sei ortodosso? Tu sei cattolico? Tu sei riformato? Tu sei p entecostale?”, no. “ Tu sei cristiano”. Loro riconoscono uno solo: il cristiano». Quindi raggiunta piazza San Pietro, il Papa ha inaugurato un nuovo ciclo di riflessioni dedicato alle opere di misericordia corporali e spirituali, ricordando come «nel corso dei secoli, tante persone semplici le hanno messe in pratica». Del resto, ha fatto notare, non c’è bisogno di «andare alla ricerca di chissà quali imprese da realizzare. È meglio iniziare da quelle più semplici». Anche perché, ha detto ancora, non si tratta «di compiere grandi sforzi o gesti sovraumani». Al contrario «il Signore indica una strada fatta di piccoli gesti che hanno però ai suoi occhi un grande valore», al punto «che su questi saremo giudicati». Il riferimento è al capitolo 25 del Vangelo di Matteo che costituisce uno dei temi forti della predicazione di Francesco. E in tal senso il modello è santa Teresa di Calcutta, «non la ricordiamo per le tante case che ha aperto nel mondo, ma — ha concluso il Papa — perché si chinava su ogni persona che trovava in mezzo alla strada per restituirle la dignità».
© Osservatore Romano - 13 ottobre 2016