Le ragazze di Chibok, prigioniere della loro fama - di Anna Bono
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- Creato: 10 Maggio 2017
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Il 6 maggio 82 delle 276 studentesse nigeriane rapite a Chibok, nei dormitori della loro scuola, nella notte del 15 aprile 2014 sono state liberate dai jihadisti Boko Haram grazie alla mediazione del governo svizzero, del Comitato Internazionale della
Croce Rossa e di alcune organizzazioni non governative. In cambio il governo della Nigeria ha acconsentito a scarcerare alcuni terroristi detenuti, forse cinque.
Altre 21 ragazze erano state liberate lo scorso ottobre, anche loro in seguito alla mediazione svizzera e della Croce Rossa internazionale, qualcuna era stata ritrovata casualmente nel corso degli anni, circa 50 erano riuscite a fuggire la notte stessa del sequestro. Nelle mani di Boko Haram restano 113 ragazze. Si teme che alcune siano morte di stenti, violenze e malattie. Altre, le più piccole, potrebbero far parte delle oltre 100 bambine e adolescenti che secondo l’Unicef sono state usate da Boko Haram negli ultimi tre anni per compiere attentati dinamitardi suicidi nei mercati e in altri luoghi affollati delle città del nord est. Gli ultimi quattro attentati sono stati messi a segno il 26 aprile a Maiduguri, la capitale dello stato del Borno, e nella notte tra il 3 e il 4 maggio le forze di sicurezza hanno ucciso tre ragazzine che stavano per farsi esplodere a un posto di blocco militare nella stessa città.
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