
Si è conclusa la tornata elettorale per le
presidenziali in Siria che ha visto riconfermato alla guida del Paese
Bashar al-Assad che si è aggiudicato il
95% dei voti. Siamo ormai abituati a
definirle “maggioranze bulgare”. Era una maggioranza prevista, prevedibilissima, con un atteggiamento di Assad che, ogni anno anno che passa diventa più scostante.
E’ una vittoria scontata, brutta e “trista”. La sola idea che quel Paese – ormai un condominio di comproprietà – continui ad essere “governato” da Assad, fa solo presagire sbocchi critici, per non dire negativi. Non ci dimentichiamo che la Siria, stando alle cifre ufficiali, ha perso oltre mezzo milione di persone, e circa la metà della popolazione è stata portata alla profuganza.
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