Gli ortodossi americani e il matrimonio

Famiglia-4CHICAGO, 1. Profonda preoccupazione è stata espressa nei giorni scorsi dalla quarta conferenza dei vescovi canonici ortodossi del Nord e Centro America in merito alla possibilità che nel continente vengano legalizzate le unioni omosessuali. «Noi, in rappresentanza dei milioni di cristiani ortodossi negli Stati Uniti, Canada e America Centrale — si legge in una dichiarazione — esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per le recenti azioni dei nostri vari Governi e per le tendenze sociali relative allo status di matrimonio nei nostri Paesi, in particolare la legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso». Nella loro dichiarazione i presuli ortodossi ricordano che «l’insegnamento ortodosso cristiano sul matrimonio e la sessualità, saldamente radicato nelle Sacre Scritture, nella millenaria tradizione ecclesiastica e nel diritto canonico, stabilisce che il sacramento del matrimonio consiste nell’unione di un uomo e di una donna e che il matrimonio autentico riflette la sacra unione tra Cristo e la sua sposa, la Chiesa. Le persone il cui orientamento è omosessuale — suggeriscono i vescovi ortodossi — devono essere sostenuti con la stessa misericordia e amore che è concesso a tutti gli uomini per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. La Chiesa è un ospedale spirituale, nel quale tutti siamo chiamati a trovare la guarigione della nostra umanità caduta per mezzo di Gesù Cristo che ha assunto la natura umana al fine di risanarla. Ognuno di noi lotta contro le varie passioni, ed è solo nella Chiesa che troviamo il modo di superare queste passioni con l’aiuto della grazia di Dio. Dar seguito a qualsiasi attrazione sessuale al di fuori del matrimonio sacramentale ci separa da Dio». Inoltre, i vescovi esortano il clero e i fedeli della Chiesa ortodossa a «testimoniare gli insegnamenti senza tempo di Cristo, cercando di raggiungere la purezza e la santità della loro vita, educando le loro famiglie e le comunità con i precetti del Vangelo, e mettendo la loro speranza nel Signore, che ha "vinto il mondo". Incoraggiamo i nostri fedeli — aggiungono — a rivolgersi al proprio parroco o padre spirituale per eventuali domande o chiarimenti riguardo a questa nostra dichiarazione e alle implicazioni pratiche sulla vita quotidiana». Durante l’assemblea sono state ascoltate le relazioni sul lavoro svolto durante l’anno dalle trenta commissioni competenti per il coordinamento tra le giurisdizioni ortodosse. Particolare attenzione è stata data al lavoro delle commissioni sul governo amministrativo, la cooperazione con le forze armate, il lavoro giovanile, la pastorale e i monasteri. La conferenza ha approvato l’idea di tenere un’assemblea dei giovani su larga scala ogni tre anni in modo che gli ortodossi delle scuole superiori provenienti dalle varie giurisdizioni possano giungere a una migliore conoscenza delle reciproche peculiarità religiose ed etniche e mostrare insieme il loro impegno per i valori morali cristiani di base. Alla riunione hanno partecipato 43 dei 66 vescovi delle giurisdizioni ortodosse che hanno le loro parrocchie in America settentrionale e centrale. Prima della riunione hanno pregato nella chiesa dell’Intercessione della Madre di Dio durante la divina liturgia celebrata dal vescovo Peter di Cleveland, cancelliere della diocesi di Chicago e Centro America.

© Osservatore Romano - 2 ottobre 2013