Da vent’anni in prima linea accanto ai bisognosi

caritas-bulgariaSOFIA, 23. Da vent’anni in prima linea accanto ai bisognosi: questa è la “fotografia” della Caritas in Bulgaria che celebra l’anniversario pronta a rispondere alle nuove sfide. L’organizzazione caritativa istituita nel 1993, dopo anni di impegno per la sua nascita e il suo sviluppo, è diventata nel tempo un punto di riferimento importante nel Paese, come dimostra l’efficace collaborazione con le autorità civili e le varie organizzazioni no-profit. «Sono stati anni molto intensi — ha sottolineato in un’intervista all’agenzia Sir, il segretario generale, Emanouil Patashev — caratterizzati da profondi cambiamenti nella società bulgara». Nei primi anni, ha ricordato il rappresentante, «dopo la caduta del comunismo nel Paese c’era una vera fame e distribuivamo enormi quantità di aiuti umanitari. Nel 1996, in uno dei periodi economicamente più difficili della recente storia del Paese, abbiamo dato un sostegno significativo a tante famiglie e piano piano l’organizzazione ha cominciato a strutturarsi e a lavorare in modo più professionale ed efficace». Anche tramite la Caritas, ha aggiunto, «molte persone hanno conosciuto la Chiesa cattolica. In effetti oggi siamo un partner ricercato nel campo sociale sia dalle autorità sia dalle altre associazioni no-profit». Per celebrare l’anniversario, l’organizzazione ha promosso recentemente una serie di incontri con gruppi di persone in difficoltà: dai disabili, agli anziani, dai senzatetto ai drogati e alle ragazze madri. In occasione di questi incontri specifici sono stati approfonditi i problemi e individuati i possibili piani di azione. Inoltre, sono state offerte preghiere speciali per invocare protezione. Il gruppo sociale con maggiori difficoltà risulta quello degli anziani. «I più vulnerabili sono gli anziani — ha spiegato il segretario generale — per le pensioni modeste e per la mancanza di accesso ai servizi sanitari e sociali». L’organizzazione ha lanciato in loro favore un’iniziativa dal titolo “cure domestiche” al fine «di ridare un po’ di compagnia e di gioia della vita». Patashev ha fatto cenno anche alle sfide future, sottolineando in particolare l’esigenza di assicurare risorse economiche per il sostegno delle opere. «Credo che la nostra organizzazione — ha affermato — dovrà decidere su quale aspetto concentrare gli sforzi. Noi siamo in prima linea accanto ai bisognosi e registriamo i loro problemi. Purtroppo le nostre risorse sono limitate e continuiamo a contare sull’appoggio finanziario delle altre Caritas europee. Siamo riusciti però ad avere alcune attività finanziate da fondi statali».

© Osservatore Romano - 24 novembre 2013