Rilasciato padre Hanna Jallouf in Siria
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- Creato: 10 Ottobre 2014
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E’ stato riportato al convento di Knayeh e sta bene padre Hanna Jallouf. Il francescano della Custodia di Terra Santa, parroco della chiesa latina del villaggio nel nord della Siria, era stato sequestrato nella notte tra il 5 e il 6 ottobre da miliziani del fronte Jahbat Al-Nusra. Il frate per ora però non può muoversi dal villaggio e la sua situazione resta delicata. Come spiega il Custode di Terra Santa, che per primo ha dato la notizia del suo rilascio: “E’ un rilascio parziale, una sorta di arresti domiciliari. Può muoversi nel villaggio ma non puo’ lasciare il villaggio e dovrà essere sottoposto al tribunale per verificare l’accusa, che e’ quella di collaborazionismo con il regime di Assad. Questi vengono chiamati e sono considerati terroristi, ma loro si considerano uno Stato e hanno le strutture di uno stato. Quindi hanno i loro tribunali, che sono naturalmente islamici. Per loro non e’ un rapimento ma e’ un arresto. E si sono comportati come una sorta di polizia di questo nuovo Stato, che ha voluto verificare la fedeltà, o comunque il non tradimento di questa persona”.
Buone notizie per i venti parrocchiani che insieme a padre Hanna erano stati presi dai ribelli, legati ad Al-Qaeda. Così p. Pierbattista: “Sono stati rilasciati quasi tutti. Mancano solo 4 o 5 all’appello. Confidiamo che anche loro saranno liberati presto”.
Padre Hanna Jallouf, siriano, 62 anni, e’ originario della valle del fiume Oronte, al confine con la Turchia. La stessa regione in cui oggi opera come francescano. Una terra, secondo la tradizione, attraversata ed evangelizzata da san Paolo durante il suo viaggio verso Antiochia e dove i francescani sono presenti da più di un secolo con diversi conventi. Un coinvolgimento anche internazionale ha permesso ora il ritorno di padre Hanna al convento. Il Custode di Terra Santa conferma: “Ci sono state molte proposte d’intervento, da diverse istanze. Alcune organizzazioni non governative, che sono legate in Siria, e poi anche la Turchia, che e’ li’ vicina, hanno avuto un ruolo abbastanza importante”.
Nel convento di Knayeh, già da due anni, con l'arrivo dei ribelli, e’ stata imposta la rimozione di croci, statue e simboli cristiani. La parrocchia porta avanti la scuola, un piccolo asilo e un dispensario fondamentale per la zona, in questi anni di guerra in Siria. Insieme a padre Hanna, ci sono alcune suore francescane del Cuore immacolato di Maria. Per ora, nonostante l’aggravarsi della situazione, continuano a operare al fianco della popolazione locale.
P. Pierbattista: “Ci sono ancora trecento persone che vivono lì e non si possono abbandonare. Bisogna continuare. La situazione di Knayeh e’ la stessa di altri villaggi e in altri villaggi forse può essere anche un po’ più complicata. Siamo in contatto con tutti. C’e’ una sorta di coordinamento tra di noi per vedere cosa fare e come farlo”.
© http://www.assisiofm.it - 10 ottobre 2014
Qui il video dell'intervista
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