Per Cipro pace e giustizia
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- Creato: 26 Novembre 2014
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GINEVRA, 26. Una giornata di preghiera per l’unità nell’isola di Cipro si è svolta domenica scorsa su iniziativa del metropolita ortodosso di Constantia-Ammochosto Vasilios. All’iniziativa hanno preso parte i componenti del comitato esecutivo del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec). Vasilios ha sottolineato la necessità di unità nel Paese e ha auspicato che possa essere ripristinato al più presto quel clima di serenità e condivisione di cui l’isola ha bisogno. Domenica scorsa, durante una celebrazione presieduta dal metropolita nella chiesa di Agios Georgios Exorinos — riferisce il Consiglio ecumenico delle Chiese — erano presenti numerosi fedeli greco-ciprioti e turchi-ciprioti. Durante l’omelia, Vasilios ha sottolineato che «occorre impegnarsi a lavorare per la riconciliazione, la pace e la giustizia nel nostro Pa e s e » . Il segretario generale del Cec, reverendo Olav Fykse Tveit, ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare per un movimento ecumenico che garantisca all’isola l’unità che molti auspicano. «Dobbiamo muoverci tutti nella stessa direzione per poter raggiungere determinati obiettivi. Abbiamo bisogno — ha detto il segretario generale del Cec ai membri del comitato esecutivo, riuniti a Paralimni — di stabilire nuovi rapporti con altre Chiese e partner, insieme alle nuove generazioni. Siamo chiamati a trovare nuove espressioni di unità in solidarietà con la sofferenza dei cristiani in molte parti del mondo». «Siamo chiamati all’unità — ha proseguito Fykse Tveit — al fine di servire il mondo intero, affidatoci da Dio, per il raggiungimento della giustizia e della pace. Il mondo, in questo particolare momento, ha estremo bisogno di persone di fede, che siano disposte a mettere da parte le divisioni e lavorino per la pace e la riconciliazione». Secondo il segretario generale del Cec, la scelta di Cipro come sede della riunione del Consiglio ecumenico delle Chiese è stata molto significativa. «Questa nazione — ha spiegato — sta soffrendo le conseguenze della crisi finanziaria e le tensioni crescenti per quanto riguarda le risorse naturali nel Mar Mediterraneo. Cipro rappresenta per noi una tappa obbligata per il nostro pellegrinaggio di giustizia e di pace». Riflettendo sui piani e sulle priorità in programma, Fykse Tveit ha indicato le molteplici iniziative di pace per la Siria, l’Iraq, l’Ucraina, per le due Coree, per Israele e la Palestina, per la Nigeria, il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. Il segretario generale del Cec ha ribadito ancora una volta la necessità di fermare le ostilità nella Striscia di Gaza. «Occorre avviare un processo di pace che ponga fine agli scontri in questo territorio». Fykse Tveit ha anche assicurato che «il Consiglio ecumenico delle Chiese continuerà a monitorare da vicino gli sviluppi per accompagnare le Chiese e le persone nella loro ricerca di una pace giusta in Palestina e in Israele».
© Osservatore Romano - 27 novembre 2014