Accordo libico sempre più vicino
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- Creato: 16 Settembre 2015
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TRIPOLI, 16. Un accordo sulla crisi libica è vicino, anche se permangono divergenze tra le parti in conflitto e in queste ore si intensificano i negoziati mediati dall’inviato dell’Onu, Bernardino León. Il Parlamento di Tobruk, riconosciuto internazionalmente, ha respinto ieri gli emendamenti e le modifiche alla bozza del piano di pace discusso a Skhirat, in Marocco, e ha richiamato la propria delegazione per consultazioni. Fonti diplomatiche contattate dall’agenzia Ansa in Marocco hanno però ribadito che il dialogo tra le parti in causa continuerà per riuscire a trovare un’intesa che soddisfi tutti. In una nota, il Parlamento di Tobruk ha dato il suo sostegno all’accordo politico siglato nel luglio scorso — non approvato dalla delegazione del Congresso nazionale generale di Tripoli — e ha sottolineato la sua determinazione ad andare avanti per la realizzazione di una road-map che eviti al Paese di piombare nel caos. Domenica scorsa le delegazioni dei Governi rivali di Tobruk e Tripoli, riuniti a Skhirat, avevano raggiunto un “consenso” generale sui principali punti di un accordo politico per dar vita a un Governo unitario. In quella occasione, León si era detto certo che entro il 20 settembre il testo verrà firmato da tutte le parti. Nel frattempo, il segretario generale della Lega araba, Nabil El Arabi, ha ribadito ieri la necessità di «offrire sostegno politico e militare alla Libia nella lotta contro lo Stato islamico». Parlando ai media arabi, il diplomatico egiziano ha spiegato che «dobbiamo assumere tutte le iniziative necessarie per far ritornare la pace e la stabilità in Libia e dare supporto politico e militare per proteggere l’integrità della Libia e la sua sovranità nei confronti dei terroristi». Già lo scorso agosto, il segretario della Lega araba aveva esortato i Paesi membri dell’o rg a n i z z a z i o n e a contribuire al processo di pace e a rispondere alle richieste di aiuto dei rappresentanti libici. «Sottolineiamo la necessità di prendere tutte le misure necessarie per ripristinare la sicurezza e la pace in Libia. I vertici arabi hanno quindi deciso di fornire sostegno politico e militare per preservare e proteggere la sovranità libica, sostenere l’e s e rc i t o nazionale ed eliminare il terrorismo », aveva detto Al Arabi. Nel comunicato congiunto diffuso al termine della riunione tenuta ad agosto, i membri della Lega araba avevano sottolineato che data la difficile situazione, vi è un urgente bisogno di pianificare una strategia araba che agisca direttamente sul campo, che comprenda anche la relativa assistenza militare alla Libia per affrontare i miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is). In Libia è in vigore dal 2011 un embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. Tobruk ha più volte chiesto la revoca dell’e m b a rg o , ottenendo lo scorso marzo il via libera da parte del Consiglio di sicurezza a una commissione incaricata di esaminare l’eventuale rimozione delle restrizioni.
© Osservatore Romano - 17 settembre 2015