A Chambésy gli ortodossi cercano il consenso sul sinodo

croce di santandreaGINEVRA, 25. «È a noi che la divina provvidenza ha assegnato il dovere e il privilegio di dare carne e ossa alla visione dei nostri beati predecessori che più di cinquant’anni fa ebbero l’idea di indire questo concilio. Dunque noi abbiamo la grande responsabilità di ridurre i tempi, già molto ristretti, per trasformare tale visione in realtà, senza ulteriori ritardi ».
Nell’allocuzione con la quale, venerdì scorso, il patriarca ecumenico, Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, ha aperto a Chambésy, presso Ginevra, la sinassi dei primati delle Chiese ortodosse, ha invitato i partecipanti a trovare un accordo che porti a fissare ufficialmente la convocazione del grande sinodo (o concilio) panortodosso previsto nel giugno prossimo. Un evento — ha sottolineato — atteso anche dai «cristiani al di fuori delle barriere canoniche della nostra Chiesa. Ogni altro rinvio renderebbe felici solo i nostri nemici». Bartolomeo, che ieri nella chiesa di San Paolo ha presieduto una concelebrazione panortodossa, ha elencato i temi che dovrebbero costituire l’agenda del sinodo: diaspora ortodossa; autocefalia e modo di proclamazione; autonomia e modo di proclamazione; i dittici; la questione di un calendario comune; impedimenti del matrimonio; adattamento delle regole ecclesiali sul digiuno; relazioni fra le Chiese ortodosse con il resto del mondo cristiano; ortodossia e movimento ecumenico; contributo delle Chiese ortodosse locali all’affermazione degli ideali cristiani di pace, libertà, fratellanza e amore fra i popoli, e all’eliminazione della discriminazione razziale e di altro genere. Su otto di questi temi è stata raggiunta negli ultimi anni un’intesa sostanziale; su due, autocefalia e dittici (gerarchia fra le Chiese) manca invece l’unanimità. La sinassi dovrà decidere se togliere dall’agenda del concilio le questioni su cui non c’è accordo e, soprattutto, una volta convocato l’evento, quali caratteristiche dovrà avere il consenso delle Chiese sui vari documenti, principio fondamentale per giungere a un’affermazione piena dell’unità. Al riguardo il patriarca di Mosca, Cirillo, nel suo intervento ha illustrato la posizione della Chiesa ortodossa russa, sottolineando la necessità di raggiungere, su qualsiasi punto, un consenso unanime. Nessuna decisione ufficiale al momento sulla data (resta valida quella del 19 giugno, domenica di Pentecoste secondo il calendario giuliano) e sul luogo di svolgimento del sinodo. Secondo l’agenzia di informazione greca Ape/Mpe, potrebbe avere luogo a Creta e non al Fanar di Istanbul, vista l’attuale crisi diplomatica fra Russia e Turchia.

© Osservatore Romano - 25 -26 gennaio 2016