In attesa del concilio

251q04a1HERAKLION, 4. Ha avuto al centro dei lavori soprattutto la preparazione del grande concilio panortodosso il sinodo della Chiesa ortodossa di Creta, riunitosi ieri 3 marzo a Heraklion, comune dell’isola greca. Com’è noto, il concilio si terrà proprio in quest’isola, nell’Accademia ortodossa, dal 16 al 27 giugno, come confermato il 28 gennaio scorso dai primati riunitisi al Centro del patriarcato ecumenico di Chambésy (Ginevra).
L’incontro avrebbe dovuto svolgersi al Phanar di Istanbul ma le tensioni fra la Russia e la Turchia hanno consigliato di spostare sede. Oltre ad altri affari generali, i vescovi — riferisce il sito in rete Orthodoxie.com — hanno affrontato la questione della cremazione dei defunti ricordando al popolo cretese, conosciuto per la sua fede e il suo attaccamento alla tradizione ortodossa, che l’inumazione dei defunti costituisce un elemento della propria civiltà e della propria identità, oltre a esprimere il rispetto verso il carattere sacro del corpo umano. Chiaro il riferimento alla nuova legge votata dal Parlamento ellenico che consente la cremazione. Il sinodo ha deciso di dedicare a questo argomento un’enciclica in occasione della terza domenica di quaresima (venerazione della Croce), «per informare al riguardo il popolo di Dio». La Chiesa ortodossa di Creta ha poi esaminato lo scottante problema dei rifugiati e delle dimensioni «inquietanti» che tale fenomeno ha assunto nell’isola in questi ultimi giorni, chiedendo alle autorità e agli organi competenti di fare fronte comune nei riguardi di tale questione, con «azioni e decisioni necessarie ». Gli organismi ecclesiali, come già successo in passato, garantiranno «l’assistenza ai fratelli e alle sorelle così duramente provati e sofferenti, indipendentemente dalla loro razza e dalla loro religione». In occasione dell’inizio del triduo quaresimale, il sinodo esorta poi i fedeli a vivere un vero pentimento durante le settimane che precedono il periodo della Grande quaresima, «al fine di essere trovati degni di festeggiare nella gioia spirituale e nella speranza la risurrezione di nostro Signore».

© Osservatore Romano - 5 marzo 2016