Non strumentalizzare le violenze
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- Creato: 27 Luglio 2016
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IL CAIRO, 27. Il patriarca copto ortodosso Teodoro II sottolinea i «forti legami che uniscono i musulmani ai copti in Egitto», due comunità che insieme «formano un quadro unico, in cui nessuno è minoritario » rispetto all’altro. Per questo, di fronte alle violenze settarie che hanno colpito negli ultimi giorni la comunità copta, occorre respingere ogni stumentalizzazione orientata ad acuire i contrasti e a incrementare l’odio.Il patriarca ha incontrato nei giorni scorsi una delegazione religiosa parlamentare. In quell’o ccasione ha appunto invitato tutti alla collaborazione e a respingere ogni tentativo di divisione. Ciò non significa, naturalmente, ignorare la condizione di insicurezza nella quale vivono i cristiani. Per questo Teodoro ha annunciato che saranno sospese in via precauzionale le catechesi pubbliche da lui tenute ogni mercoledì. Il primate della Chiesa copta ortodossa ha aggiunto che nelle prossime settimane dedicherà il suo tempo soprattutto alla preghiera per le famiglie colpite dalle violenze. Già in passato il patriarca aveva sospeso per circa dieci settimane le sue catechesi pubbliche, per la precisione nell’estate 2013, segnata da scontri che avevano sconvolto il Paese. La nuova catena di incidenti ha avuto il suo epicentro nel governatorato di Minya, dove domenica 17 luglio un cristiano copto è stato ucciso da musulmani durante una rissa. Qualche giorno dopo nuovi attacchi si sono registrati presso il villaggio di Beni Suef. Giovedì scorso, 21 luglio, il presidente Abdel Fattah Al Sisi ha lanciato un appello alla concordia religiosa, ribadendo la ferma intenzione di perseguire per legge gli artefici di violenze settarie.
© Osservatore Romano - 28 luglio 2016