Lotta dell’anima · Messaggio di Bartolomeo per l’inizio della Quaresima ·
- Dettagli
- Creato: 24 Febbraio 2017
- Hits: 1200
«Come cristiani ortodossi siamo chiamati a vivere il periodo della santa e grande quaresima come un tempo di sobrietà coscienziosa e di ravvedimento, come un momento di eternità della nostra identità ortodossa. Siamo chiamati cioè a
vivere e a convivere con Cristo, a vivere ecclesiologicamente e spiritualmente, poiché solo nella vita in Cristo esiste la possibilità di ravvedere la nostra coscienza e di elevarci nel luogo della libertà reale e degli infallibili giudizi per il nostro riposo e la nostra redenzione».
Il messaggio che il patriarca ecumenico Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, ha scritto quest’anno per l’inizio della quaresima è una vera e propria omelia catechetica nella quale invita gli ortodossi, «attraverso la grazia e la filantropia di Dio», a vivere con criterio «il momento più adatto per volgere l’anima umana, la nostra propria anima, verso il Signore». Si tratta infatti di «un raccoglimento continuo davanti al mistero di Dio che si sviluppa ogni giorno, il mistero della salvezza dell’uomo».
L’occasione offerta dai sacri digiuni — spiega il patriarca ecumenico — ha una particolare caratteristica, ovvero «il ravvedimento e la sobrietà dell’anima, che è chiamata, particolarmente durante questo periodo pieno di divini propositi e santità, a rendersi conto delle cose passeggere e visibili e a passare gradualmente verso le cose più importanti, superiori, verso le cose invisibili». Bartolomeo cita il Grande canone di Andrea di Creta, nel quale il vescovo bizantino parla a sé e a ogni anima afflitta e affaticata dalle tentazioni e dalle preoccupazioni della vita presente: «Il santo, cosciente del peso dell’anima umana, ferita dal peccato, nell’agonia grida: “Anima mia, anima mia, sorgi, perché dormi?”. Questo grido conduce alla presa di coscienza della vanità e al timore indicibile della fine della vita terrena: “La fine si avvicina e sarai (anima mia) nel turbamento”. Davanti alla fine inaspettata della vita che viene “come un ladro nella notte”, il luminare di Creta chiama se stesso e ogni anima ferita e pervasa dal timore dell’insicurezza: “Ritorna dunque in te, perché ti risparmi Cristo Dio, che è presente ovunque e che tutto ricolma”».
© osservatoreromano.va/it/news/lotta-dellanima 24.2.2017