Il poeta, morto a New York nel 1931, per sua volontà è stato sepolto nella Valle Sacra. Qui si trova anche il museo, dove scoprire qualcosa di più.
«Se soltanto tu conoscessi l’eremo che ho scelto per te e per me in Libano, [...] mi diresti: “Andiamoci subito!” Si tratta di un vero e proprio chiostro, Misha, e non di un’imitazione come questo studio… È un piccolo monastero abbandonato, poco distante da Bisharri, il mio villaggio natale. Il suo nome è Mar Sarkis (San Sergio,
ndr).[...]. La sua cappella e alcune celle sono scavate direttamente nel fianco calcareo della montagna. Il terreno terrazzato, che vi si trova di fronte, digrada a precipizio giù per la gola ed è perennemente lussureggiante [...]. Perfino in Paradiso si stenterebbe a trovare un luogo più incantevole e tranquillo».
leggi tutto © https://www.avvenire.it/agora/pagine/gibran 23.6.2017