Davanti al dolore di Mosul
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- Creato: 19 Febbraio 2018
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«Preghiamo, Signore, davanti a questa croce di Mosul, per tanti fratelli che sono perseguitati perché cristiani»: così l’arcivescovo di Barcellona, il cardinale Juan José Omella Omella, si è rivolto la sera di domenica 18 febbraio ai fedeli presenti nella basilica di Santa María del Mar, la bellissima chiesa gotica nel centro medievale della città, durante una messa da lui presieduta. La celebrazione ha aperto il tempo di quaresima con la preghiericordando appunto i tanti cristiani perseguitati nel mondo e in particolare quelli iracheni. La cosiddetta croce di Mosul è infatti stata realizzata con i resti degli oggetti di culto distrutti dal sedicente stato islamico nella chiesa siro-ortodossa dedicata a San Simone, nel villaggio di Bartella, dove venne profanato anche il cimitero cristiano. Dallo stesso luogo proviene il calice traforato da una pallottola vagante usato durante la celebrazione eucaristica a Barcellona. «Cristo dalla croce conta su di te per trasformare il mondo» ha ricordato ancora il cardinale: essa «è fonte di amore e Gesù morendo ama, perdona e ci salva. Cristo è morto sulla croce per te. Che faccio io per lui?», si è domandato il porporato rivolgendosi ai fedeli, tra i quali tanti giovani. L’iniziativa, chiamata «Sent la Creu», è frutto della collaborazione con Ayuda a la Iglesia Necesitada.
© Osservatore Romano - 19-20 febbraio 2018