Celebrata anche a Mosca la domenica dell’ortodossia
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- Creato: 27 Febbraio 2018
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MOSCA, 27. «Mai la difesa della fede è stata accompagnata da persecuzioni così terribili e sanguinose come quelle subite dal nostro popolo» in quei secoli. Per questo, «oggi commemoriamo in modo particolare i nostri nuovi martiri e confessori, il cui sacrificio ha oltrepassato ogni altra sofferenza sopportata dai cristiani nel corso della storia». Anche il patriarca di Mosca, Cirillo, ha sottolineato l’importanza del Trionfo dell’orto dossia che si celebra tradizionalmente in occasione della prima domenica di Grande quaresima, quest’anno, per la Chiesa ortodossa russa che segue il calendario giuliano, festeggiata il 25 febbraio. Cirillo ha presieduto la divina liturgia di san Basilio Magno nella cattedrale di Cristo Salvatore e nell’omelia del rito del Trionfo dell’ortodossia — che commemora la fine della controversia iconoclasta — ha ricordato come questa festa sia stata istituita nel IX secolo, cinquant’anni dopo il settimo concilio ecumenico (che si svolse a Costantinopoli nel settembre 787), il quale pose appunto fine all’iconoclastia riaffermando l’orto dossia. «Perché è stato necessario così tanto tempo per testimoniare finalmente la verità della venerazione delle icone? Perché — ha risposto il patriarca di Mosca — gli imperatori bizantini e gli altri grandi della terra avevano cercato di usare le controversie ecclesiastiche per raggiungere i propri scopi politici. Per questo il settimo concilio ecumenico, che ha riaffermato l’orto dossia, non poteva vincere l’icono clasmo in maniera definitiva e la battaglia è proseguita per altri cinquant’anni. Solo con la pia imperatrice Teodora di Costantinopoli ebbe luogo la conferma finale della venerazione delle icone e fu così che nel febbraio 843, in occasione della prima domenica di Grande quaresima, vennero pronunciati per la prima volta gli anatemi contro gli eretici e glorificato il successo dei difensori dell’ortodossia». È dunque dall’843, cioè da quella festa che ebbe luogo a Costantinopoli, che la Chiesa ortodossa celebra questo rito nel quale si fa memoria nella preghiera di tutti coloro che hanno sofferto per la fede, di tutti coloro che hanno difeso l’ortodossia durante i secoli. Nel giorno del Trionfo dell’ortodossia, ha spiegato Cirillo, «commemoriamo gli antichi difensori della fede ortodossa e i nostri padri che hanno donato la propria vita difendendo la fede cristiana, difendendo la Chiesa». Sono primati, vescovi, preti, laici che «non hanno temuto né le sofferenze né la morte nel martirio, ma che hanno salvaguardato per noi, per le generazioni successive, il tesoro inestimabile dell’orto dossia». Secondo il patriarca, è difficile dire cosa sarebbe stato dell’ortodossia universale se essa fosse stata annientata in Russia: «Per grazia di Dio, ciò non è avvenuto, e ricordando nella preghiera tutti coloro che, dai primi secoli del cristianesimo a oggi, hanno difeso e difendono la fede ortodossa affermandola nel popolo, ci rivolgiamo al Signore con una preghiera particolare che aiuti a superare le prove difficili alle quali è esposta la fede dell’uomo contemporaneo, affinché l’attuale generazione, come avvenuto in passato, la trasmetta alla generazione successiva». Solo in questo modo — ha concluso il primate della Chiesa ortodossa russa — «la fede cristiana verrà salvaguardata fino alla fine dei secoli e i credenti conserveranno il coraggio e la volontà incrollabile di affermare l’ortodossia».
© Osservatore Romano - 28 febbraio 2018