LIBANO Patriarca maronita contro il decreto di naturalizzazione: a beneficio di persone ‘sospette’

LIBANO rai e naturalizzazioneIl decreto presidenziale promulgato di nascosto intende garantire la cittadinanza a 375 stranieri. Fra questi siriani e irakeni, cristiani e musulmani. Su di loro ombre di sospetti e legami ambigui. Card. Raï: Non onorano la “nazionalità libanese”.
In pericolo “la vita stessa” del Paese. I vescovi maroniti discutono temi di carattere ecclesiastico, sociale e pastorale.

Beirut (AsiaNews) - La Chiesa maronita, su impulso del patriarca Bechara Raï e a nome del collegio episcopale, invoca a gran voce “il ritiro del decreto di naturalizzazione” con il quale la presidenza intende concedere la cittadinanza ad almeno 375 stranieri. Da poco promulgato in tutta fretta e di nascosto dall’opinione pubblica, la legge andrebbe a beneficio di persone “sospette” [di nazionalità siriana, palestinese e irakena] che “non farebbero onore alla nazionalità libanese”.

I cittadini sono “preoccupati”, sottolinea il porporato, “non solo per le loro famiglie, ma per la patria stessa”. Egli punta il dito contro alcuni fra i leader libanesi (pur senza fare nomi) che “deviano dall’interesse generale, per un tornaconto personale o di [singole] comunità”. A questo si aggiunge il disinteresse verso situazioni “che mettono in pericolo la vita stessa del Paese”.

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