Nostalgia della nuda verità - di Adriano Dell’Asta
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- Creato: 13 Marzo 2022
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Quando la guerra diventa una «operazione speciale di pacificazione», vuol dire che il cuore è raggelato, la ragione è offuscata e la verità non esiste più. Eppure resta un’insopprimible nostalgia.
Quando i morti diventano casi particolari che non devono arrestare il cammino della Storia… quando le ragioni dell’aggredito vengono messe sullo stesso piano della Grande Ragione dell’aggressore… quando la guerra diventa una «operazione speciale di pacificazione», vuol dire che il cuore è raggelato, la ragione è offuscata e la verità non esiste più.
Ma se non c’è una verità alla quale rispondere, se non c’è una ragione nel cui quadro condiviso discutere, se non c’è il rispetto e la compassione per ogni singola vittima vuol dire che non c’è più umanità. E ogni discorso diventa un astratto vaniloquio, ad uso del potere incontrastato dei violenti e dell’irresponsabile comodità dei loro sudditi, con la morte che continua a vincere, vuoi nella sua forma immediata ed evidente della morte fisica, vuoi nella sua forma rallentata e protratta della morte spirituale.
Ma non c’è uscita da questo imperante nichilismo? Non c’è rimedio a questo ulteriore salto di qualità dell’ideologia? Non deve sfuggire infatti che c’è un salto di qualità:
non è più la classica sostituzione della realtà con un’idea che si promette di realizzare – il luminoso futuro, il paradiso socialista, il compimento del mito del progresso capitalista, la fine della storia; è qualcosa di più radicale, è la sostituzione della realtà e dei fatti con la surrealtà divenuta realtà, con i fatti alternativi.
E di fronte ai fatti alternativi non si può più giudicare: essendo alternativi, saranno sempre altro, fuori dalla ragione, dal cuore e dalla verità.
A meno che tutto questo non ricominci a toccarci personalmente, a meno che l’enormità dei fatti non cominci a risvegliare la ragione e il cuore e li faccia sensibili alla verità.
Ma «cos’è la verità?», ci richiediamo ogni giorno, scettici distrutti dalla propaganda e da tanta menzogna, dalla riduzione della verità alle nostre teorie e ai nostri progetti. «La verità è che ti fa male la testa», risponde il Cristo del Maestro e Margherita a Pilato: non una nuova teoria, un nuovo sogno o una vecchia nostalgia, ma una realtà irriducibile a ogni teoria: la gente muore.
Pilato, di fronte a quella risposta disarmata e disarmante venne preso dalla nostalgia insopprimibile di poter reincontrare quell’uomo inimmaginabile che gli aveva detto una verità che nessuno conosceva, ma che lui aveva verificato.
Perché non potrebbe accadere anche a noi di avere quella nostalgia?
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