Viaggio comune
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- Creato: 03 Dicembre 2013
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Il pontificato di Francesco apre una nuova, decisiva fase nelle relazioni con la Chiesa ortodossa e promette di rinnovare quel «dialogo di amore e verità» avviato cinquant’anni fa tra Paolo VIe il patriarca Atenagora. È questa, in sintesi, la convinzione espressa dal patriarca ecumenico, Bartolomeo, arcivescovo di Costantinopoli, in occasione della festa patronale di sant’Andrea apostolo. Parlando nella chiesa patriarcale del Fanar, di fronte alla delegazione della Santa Sede guidata dal cardinale presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, Kurt Koch, che come è noto ha consegnato il tradizionale messaggio pontificio, il patriarca ortodosso si è detto fiducioso che l’elezione di Papa Francesco «rappresenterà una rinnovata ispirazione per il viaggio comune delle nostre due Chiese nel mondo». Nelle parole di Bartolomeo anche la tristezza per «la più dolorosa tra le separazioni», cioè quella di non poter «mangiare lo stesso pane e bere dallo stesso calice». Per questo, nell’attuale fase che apre un nuovo periodo «per molti versi decisivo», secondo Bartolomeo «è assolutamente vincolante evitare ogni azione e decisione che potrebbe essere percepita come un ostacolo». In quest’ottica, il patriarca ecumenico ha confidato di avere già scambiato con Papa Francesco «idee e opinioni su questi temi durante il nostro incontro a Roma nel giorno del suo insediamento». Ed è tornato sull’importanza di un futuro, nuovo incontro per celebrare il cinquantesimo anniversario dello storico abbraccio, avvenuto a Gerusalemme, tra Paolo VIe Atenagora, il cui gesto «permise di restaurare la pace tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli, dando inizio al cammino e al dialogo di amore e verità». Per Bartolomeo, «come capi spirituali abbiamo il dovere di fare appello e invitare tutti gli uomini di buona volontà, indipendentemente dalla loro fede e virtù, al dialogo e di far conoscere loro l’importanza del messaggio di Gesù Cristo, veramente utile per la rinascita dell’esistenza umana». Rivolgendosi alla delegazione guidata dal cardinale Koch, l’a rc i v e -scovo di Costantinopoli ha anche riproposto l’importanza del dialogo teologico quale strumento per procedere verso la piena unità sacramentale.
© Osservatore Romano - 2-3 dicembre 2013