La pace in Siria è per tutto il Vicino Oriente
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- Creato: 03 Febbraio 2014
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MOSCA, 3. «Solo attraverso il dialogo aperto e onesto è possibile garantire una vera pace in Siria, la sua integrità territoriale, l’indip endenza, e assicurare pari diritti e opportunità per i suoi cittadini. Facciamo appello alla comunità internazionale affinché si moltiplichino gli sforzi per ristabilire la pace in Siria, sostenendo il processo iniziato a Ginevra». È quanto si legge nel messaggio congiunto diffuso al termine della visita alla Chiesa ortodossa russa compiuta dal 25 al 30 gennaio dal patriarca di Antiochia, Giovanni X, su invito del patriarca di Mosca, Cirillo. «I fedeli di entrambe le Chiese — si afferma — sono rammaricati per gli avvenimenti in Siria, dove non si smette di uccidere e di usare ogni forma di violenza e crudeltà. Condanniamo con forza l’uccisione di civili, il loro sequestro e l’esilio forzato» e «ribadiamo la necessità di un’azione efficace per l’immediato rilascio di tutti i rapiti in Siria, in particolare dei nostri amati fratelli, i metropoliti Paulos e Johannos di Aleppo, dei sacerdoti, delle suore e delle allieve del monastero di Maaloula». Per GiovanniXe Cirillo, la pace in Siria, «dove la diversità nazionale e religiosa è rispettata», sarà un fattore importante nel processo di pace nel Vicino Oriente. Entrambe le Chiese esprimono anche la speranza che tutti i problemi politici in Libano, in Iraq e in altri Paesi dell’a re a saranno risolti in uno spirito di pace, e non attraverso l’uso della violenza e sotto la pressione di gruppi estremisti e di azioni terroristiche: «Sottolineiamo che i cristiani del Patriarcato di Antiochia per venti secoli sono vissuti in Medio Oriente e costituiscono una parte integrante della società locale, come suoi cittadini a pieno titolo. Ora è estremamente importante contribuire a creare le condizioni nelle quali l’antica Chiesa di Antiochia possa continuare con successo il servizio di salvezza al popolo». Nei colloqui tra le delegazioni delle due Chiese sono stati evidenziati molti settori di cooperazione utili per entrambe le parti. Uno di questi riguarda gli aiuti umanitari inviati dal popolo russo ai fratelli in Siria, ma si è parlato anche del rafforzamento delle relazioni tra i fedeli attraverso l’istruzione teologica, il pellegrinaggio e lo scambio di delegazioni e studenti. Un altro punto del messaggio congiunto riguarda la necessità di adottare tutte le misure possibili per rafforzare la testimonianza ortodossa nel mondo contemporaneo: «L’Ortodossia è destinata a portare nel mondo la ricchezza della sua spiritualità per rendere consapevole l’umanità della gioia portata dal nostro Salvatore. Una condizione importante per rendere tale testimonianza efficace è l’unità ortodossa. Questo è il motivo degli accurati preparativi per qualsiasi riunione a livello pan-ortodosso attraverso una commissione speciale, a cui partecipano i rappresentanti di tutte le Chiese ortodosse. Ciò richiederà un lavoro congiunto delle Chiese ortodosse in uno spirito di amore e di apertura in modo — si sottolinea — che tutti i problemi che si incontrano possano essere superati». Il comunicato si conclude con un appello a cristiani e musulmani affinché, rifiutando ogni tipo di estremismo e di incitamento all’odio, lavorino insieme «per il bene delle loro patrie». Per pianificare le azioni future da adottare, i patriarcati di Mosca e di Antiochia hanno istituito una commissione speciale.© Osservatore Romano - 3-4 febbraio 2014