Chiesa greco-cattolica e politica in Ucraina
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- Creato: 17 Maggio 2014
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KIEV, 17. La missione della Chiesa non è politica né socio-economica ma, innanzitutto, religiosa. E ciò non significa che la Chiesa fugga dalla realtà del mondo. Semplicemente vede questa realtà da una prospettiva diversa, la prospettiva del Vangelo, dei comandamenti di Dio. E alla luce della legge di Dio essa valuta i fenomeni politici, i processi, il comportamento delle autorità. È questo — secondo monsignor Bohdan Dzyurakh, vescovo di curia di Kyiv-Halyč — il principio-base che dovrebbe essere utilizzato dai sacerdoti per comprendere il ruolo della Chiesa nella società e il rapporto fra Chiesa e politica. Parlando in vista delle elezioni presidenziali del 25 maggio in Ucraina, Dzyurakh, segretario del sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), ha detto che le istruzioni approvate il 4 aprile scorso hanno lo scopo di fornire ai preti le norme generali di comportamento che, secondo la dottrina sociale e l’esperienza dell’Ugcc, andrebbero seguite in periodo preelettorale. Il presule ha spiegato che sono stati gli stessi sacerdoti a sollecitare tali linee-guida dal momento che «a volte è difficile resistere alla pressione e alle manipolazioni delle tecnologie messe in campo dai candidati. Abbiamo accumulato molta esperienza in tal senso. La nostra Chiesa, negli anni dell’indipendenza dell’Ucraina, ha preso, e continua a prendere, una posizione socio-politica molto attiva. Tradizionalmente, in occasione delle elezioni, abbiamo pubblicato un appello, una lettera ai cittadini, nella quale abbiamo spiegato alcuni criteri che il clero e i fedeli dovrebbero seguire per fare una scelta responsabile, secondo la propria coscienza». Per monsignor Dzyurakh, oltre alla missione pastorale, uno dei principi fondamentali riguarda la partecipazione del clero ai processi politici: «La posizione della Chiesa non cambia: i sacerdoti non dovrebbero essere impegnati nei partiti politici o in altre organizzazioni, perché tale attività è riservata ai fedeli laici, non perché la partecipazione dei preti non sia degna ma perché il clero svolge un altro ruolo specifico, legato alla formazione della coscienza dei fedeli. Un sacerdote forma la vita spirituale dei fedeli sulla base dei comandamenti di Dio».© Osservatore Romano - 18 maggio 2014