Dedicato alle madri e alle vedove siriane

Patriarca greco-ortodosso d AntiochiaA Giovanni  X il premio per l’unità dei popoli ortodossi

MOSCA, 25. «Questo riconoscimento vorrei dedicarlo alla sofferenza della Chiesa di Antiochia, alla terra d’Oriente dove sono stati piantati i semi della nostra antica storia, che non possono essere influenzati dagli uragani della modernità. Noi di Antiochia abbiamo spinto le nostre radici in Siria, in Iraq e in Libano, in ogni centimetro della terra d’O riente. Vorrei dedicare questo riconoscimento a ogni madre e vedova, vorrei porre questo riconoscimento presso le tombe dei martiri, che sono stati uccisi in nome di una falsa ideologia estremista».
È quanto ha detto il patriarca ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, Giovanni X , ricevendo nei giorni scorsi a Mosca il premio della Fondazione internazionale per l’unità dei popoli ortodossi. Si è trattato di uno degli appuntamenti conclusivi della visita di cinque giorni — dal 18 al 22 febbraio — compiuta dal patriarca antiocheno. Il riconoscimento, uno dei più prestigiosi del mondo ortodosso, è giunto alla quindicesima edizione ed è dedicato alla memoria del patriarca di Mosca, Alessio II , scomparso nel 2008. Nel ricevere il premio, Giovanni X ha voluto ancora una volta — lo aveva fatto anche nel corso del colloquio con il patriarca Cirillo — richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione dei cristiani in Medio oriente. «Permettetemi innanzitutto di dire che questo mio riconoscimento vorrei a mia volta assegnarlo ai nostri fratelli, il metropolita Paulos (Yazidhi) e il metropolita della Chiesa siro-ortodossa mar Gregorios Yohanna Ibrahim, che sono stati rapiti quasi due anni fa», ha esordito il patriarca di Antiochia. Dopo aver espresso gratitudine — secondo quanto riferisce il sito in rete del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca — alle autorità governative, Giovanni X ha rivolto parole di riconoscenza al patriarca di Mosca, Cirillo. Ed ha aggiunto: «Noi esortiamo alla pace e dichiariamo che anche se la Chiesa antiochena è ferita da ciò che sta accadendo nella sua terra, non teme le prove presenti perché la luce della risurrezione del Signore è la sua forza vitale». Durante il soggiorno moscovita, che è stato anche l’occasione di colloqui con le autorità civili, Giovanni X ha avuto modo di visitare la locale rappresentanza della Chiesa ortodossa antiochena. Nell’ultimo giorno, ha celebrato la Divina liturgia assieme al patriarca Cirillo all’interno della Cattedrale di Cristo Salvatore.

© Osservatore Romano - 26 febbraio 2015