C’è un solo modo per salvare il pianeta
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- Creato: 28 Febbraio 2015
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Principale obiettivo del viaggio la firma congiunta di un appello all’azione per porre un freno alle conseguenze dei cambiamenti climatici, in vista della prossima Conferenza delle Nazioni Unite (Cop21) che si svolgerà a Parigi Le Bourget dal 30 novembre all’11 dic e m b re . Non è in gioco solo il rispetto della biodiversità ma «la stessa nostra sopravvivenza», ha detto Bartolomeo, sottolineando che le popolazioni maggiormente interessate dal riscaldamento climatico sono anche le più vulnerabili ed emarginate. Come quelle che vivono sotto la minaccia dei tifoni nelle Filippine: «Devono non solo far fronte alla miseria, alle loro case inondate, a un disagio prolungato, ma anche attuare cambiamenti fondamentali nel loro modo di vivere. È un’ingiustizia particolarmente amara, poiché coloro che soffrono le devastazioni peggiori sono quelli che meno hanno contribuito al loro accadimento». La crisi ecologica «è dunque direttamente legata alla sfida etica che mira a permettere l’eliminazione della povertà e la difesa dei diritti dell’uomo». Il patriarca ecumenico ha parlato il 26 febbraio al Museo nazionale di Manila a un forum sul tema «Verso la Cop21: la società civile mobilitata per il clima». Nel suo discorso — intitolato «Cura del creato, giustizia ecologica ed etica» — ha criticato chi sostiene un atteggiamento fatalistico, chi consiglia di dirigere gli sforzi verso un adattamento davanti all’inevitabile. Ciò non è sufficiente, ha spiegato, «perché c’è bisogno di intraprendere urgentemente cambiamenti radicali per quanto concerne l’elaborazione di una politica mondiale». Del resto, «i Paesi ricchi e industrializzati hanno contribuito indiscutibilmente all’inquinamento atmosferico. Siamo pronti, in Occidente, a sacrificare il nostro egocentrismo e consumismo? Siamo pronti a prestare la nostra attenzione verso quella parte del mondo che ha bisogno? A lasciare un’impronta più leggera su questo pianeta per il bene delle future generazioni? Dobbiamo scegliere di prenderci cura del creato. Non è troppo tardi per agire ma non possiamo permetterci di aspett a re » . Il 27 febbraio Bartolomeo e Hollande si sono recati nella città di Guiuan, nel novembre 2013 devastata dal tifone Haiyan. Prima della partenza dalle Filippine il primate ortodosso ha avuto un breve colloquio con il cardinale arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle.
© Osservatore Romano - 1 marzo 2015