Compagni di Egeria

pizzaballa 3di PIERBATTISTA PIZZABALLA

Il diario del quarto secolo della pellegrina Egeria è solo la prima pagina di un libro di cui non leggeremo la fine perché si arricchisce ogni anno di nuove voci, perché sempre continueranno a giungere qui pellegrini pieni di stupore, a prendere il loro posto nella ininterrotta fila di chi qui rende omaggio alle sorgenti della fede e della Chiesa. Le recenti edizioni di guide per la Terra santa aggiornano i risultati del lavoro instancabile di architetti e archeologi che negli ultimi decenni hanno confermato il dettato della tradizione bimillenaria della Chiesa. L’indagine esegetica e storico-biblica ha scritto pagine che non si possono ignorare e che ci permettono in questi luoghi una tappa di avvicinamento significativa al Gesù dei Vangeli.
Il lavoro erudito, ancora in corso, abbraccia tutta la Terra santa: come il volo alto e sicuro dell’aquila scruta le vette dei monti, il corso dei fiumi, le valli e ciò che il suolo ancora nasconde. Seguendo il percorso tradizionale: lectio, meditatio, scrutatio, oratio- contemplatio l’a u t o re visita ogni santuario di Terra santa guidandoci in un itinerario di contemplazione e preghiera, quasi un ritiro spirituale itinerante, un’occasione di conversione e di rinnovamento della vita. In ogni luogo santo, guidati dal testo sacro a farci contemporanei a ciò che Gesù ha vissuto in quello specifico luogo, attraverso una mistagogia semplice ma completa, fatta di puntuali rimandi al Primo Testamento, e attualizzata, dapprima nella comunità dei discepoli e poi nella vita della Chiesa, l’autore interroga personalmente il pellegrino incalzandolo perché il suo viaggio esteriore diventi viaggio interiore: santo viaggio. «Strappami dall’incredulità e fa’ che io dica: Signore mio e Dio mio» è solo una delle preghiere che è messa sulla bocca del pellegrino. Ci piace pensare che l’idea di questo libretto sia nata anche dall’ascolto delle parole di Papa Francesco: «Vi faccio una domanda: ogni giorno ascoltiamo Gesù nel Vangelo? La parola di Gesù è il pasto più forte per l’anima, ci nutre la fede. Io vi suggerisco ogni giorno di prendere alcuni minuti e leggere un brano del Vangelo». Anche al pellegrino che viene in Terra santa viene rivolto lo stesso consiglio; edotto dalle guide erudite circa la storia e l’arte di ciascun Luogo santo, non dimentichi di portare con sé questo libretto per poter ripetere: «Cercami, Signore, e insegnami a cercarti. Trovami, Signore, e dammi la gioia di trovarti. Entra nella mia casa, Signore, e fammi abitare alla tua presenza. Tocca il mio cuore, Signore, e rendimi capace di amare». Il pellegrinaggio in Terra santa sarà tanto più il santo viaggio se oltre a farci incontrare Gesù, ci porterà a incontrare la Vergine sua Madre e interrogarci: «Come Maria so mettere in dialogo storia e Parola di Dio? Vita quotidiana e Vangelo?». Sottoscrivo con premurosa partecipazione ciò che l’autore si propone con questo suo contributo, con la grazia che egli ha abbondantemente attinto dai suoi pellegrinaggi, con la generosità di farci dono di alcune pietre preziose ancora dissepolte nella “ricca miniera” di Terra santa: al Dominus Flevit: «chiediamo a Gesù che educhi il nostro pianto». Non denuncia Papa Francesco che l’uomo contemporaneo ha perso la capacità di piangere? Qui si può recuperare. Purificato il cuore con il pianto possiamo ardire di chiedere: «Ammettimi, o Signore, al dialogo tra te e il Padre». Ed è bello concludere con le parole che don Vincenzo rivolge al pellegrino alla fine del viaggio: «Prendi in mano la tua vita e adesso vivi finalmente da uomo maturo e responsabile, basta con questa vita nella quale ti sei sempre fatto servire, adesso tocca a te, prendi la tua esistenza e comincia a vivere responsabilmente: datti da fare » .

© Osservatore Romano - 24 dicembre 2015