Mai più crimini nei luoghi santi
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- Creato: 15 Aprile 2015
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GERUSALEMME, 15. «Questi crimini non devono avere luogo né sul Monte Sion, né sul Monte degli Ulivi, né dentro le sinagoghe, né dentro le moschee o le chiese»: lo ha affermato il presidente israeliano Reuven Rivlin durante la visita effettuata ieri presso il patriarcato ortodosso di Gerusalemme per rivolgere i suoi auguri di Pasqua ai rappresentanti delle Chiese cristiane. Un evento particolarmente importante (erano trent’anni, riferisce la Efe, che un capo di Stato israeliano non si recava nel patriarcato greco), un’iniziativa — si legge in un comunicato del patriarcato di Gerusalemme dei Latini — «per salutare la minoranza cristiana, demograficamente piccola rispetto alle comunità ebraica e musulmana, ma che assicura una presenza importante con la custodia dei luoghi santi, o con il suo impegno nei campi della sanità e dell’educazione». Nei loro rispettivi interventi, il patriarca ortodosso, Teofilo III, il presidente Rivlin e il patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, hanno insistito sull’importanza di proteggere i cristiani proprio come avviene per gli ebrei e i musulmani. Teofilo ha espressamente ringraziato il presidente per le sue ferme prese di posizione in occasione degli attacchi antireligiosi degli ultimi mesi: «Nell’attuale situazione particolarmente turbolenta in Medio oriente — ha detto il patriarca ortodosso — non c’è alternativa migliore che vivere insieme nella sincera armonia». Nel ribadire che certi crimini non devono avere luogo, il presidente dello Stato di Israele ha ricordato che «viviamo una realtà politica e religiosa complessa, specialmente qui a Gerusalemme, la città della pace, la città di Dio. Le nostre relazioni — ha proseguito — si sono conservate grazie allo Statu quo. Benché questo non sia un patto ufficiale resta un segno di comprensione reciproca tra le diverse comunità. La libertà religiosa è un valore dello Stato di Israele come Stato ebraico e democratico. Non possiamo permettere crimini contro le persone o gli edifici di culto. Un attacco contro i vostri luoghi santi è come un attacco contro i nostri luoghi santi». Durante l’incontro, i rappresentanti cristiani, insieme, hanno auspicato che durante il mandato di Rivlin si possa raggiungere la pace tra Israele e Palestina. Twal ha inoltre espresso il proprio rammarico per l’indifferenza dei leader mondiali davanti alle persecuzioni e alle uccisioni dei cristiani: «Preghiamo affinché Dio impartisca la pace tra la nostra gente in Medio oriente e in tutto il mondo. Cerchiamo di diventare, partendo da Gerusalemme, costruttori di pace e protagonisti di un autentico dialogo interreligioso».
© Osservatore Romano - 16 aprile 2015