di Manuel Nin Il lavoro di Sebastian P. Brock The Bible in the Syriac Tradition (Gorgias Press, 2006) è stato tradotto in italiano col titolo Una fontana inesauribile. La Bibbia nella tradizione siriaca (Roma, Lipa, 2008). Questo titolo italiano mi sembra molto indovinato perché per qualsiasi tradizione cristiana, ma forse in modo speciale per quella siriaca, la Sacra Scrittura diventa appunto una fontana inesauribile per la vita teologica, spirituale, ecclesiologica, liturgica delle Chiese di tradizione siriaca. In modo particolare perché la tradizione siriaca in senso largo poggia su due colonne esegetiche e cristologiche non dico opposte ma sì diverse e a modo loro complementari: quella alessandrina e quella antiochena. Ma spesso mi chiedo, e ne sono convinto, se pure in questo caso dovremo parlare - usando l'immagine del "terzo polmone" - di una terza colonna almeno esegetica su cui poggia la tradizione siriaca. Oltre all'esegesi alessandrina adoperata da tanti padri siriaci, oltre all'esegesi antiochena presente in tanti altri padri siriaci, dovremo parlare almeno in campo esegetico di una terza colonna esegetica siriaca ascetico-monastica, che va oltre il letteralismo antiocheno, che va oltre l'allegorismo alessandrino e legge la Sacra Scrittura in quel contesto ascetico-monastico che in modo iniziale si trova già in Efrem e che si svilupperà nei secoli v-vii. Si tratta di una lettura della Sacra Scrittura fatta in contesto ascetico-monastico che cerca di adattare il testo della Parola di Dio alla realtà che è l'ascesi nelle tradizioni cristiane.
Presentando la Bibbia come una "fontana inesauribile", Brock dedica due capitoli del suo libro all'"uso della Bibbia siriaca nella predicazione", e all'"uso della Bibbia siriaca nella liturgia". Nelle liturgie siriache - ambedue le tradizioni Orientale e Occidentale - la Bibbia è presente nelle letture del lezionario e nei salmi. Inoltre la Bibbia nella tradizione siriaca - come d'altronde in quella bizantina - è presente nei testi eucologici, negli inni, in quanto essi non sono altro che una lectio della Sacra Scrittura. Sono dei testi che appaiono come un tessuto di citazioni implicite ed esplicite della Bibbia. Brock fa vedere per esempio come il tema biblico di Genesi, 1, 2, "lo Spirito che alleggia sulle acque", verrà adoperato nelle preghiere di consacrazione dell'acqua per il battesimo o per la lavanda dei piedi il Giovedì santo; e il tema dello Spirito che "adombra, scende" su Maria in Luca, 1, 35, passerà al linguaggio liturgico al momento dell'epiclesi sui doni e sui fedeli in tante anafore siriache.
(©L'Osservatore Romano 15 novembre 2013)